È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Il nuovo numero di The Post Internazionale è disponibile già da ora nella versione digitale sulla nostra App e da domani, venerdì 25 settembre, in tutte le edicole
È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Il magazine, disponibile già da ora nella versione digitale sulla nostra App, e da domani, venerdì 25 settembre, in tutte le edicole, propone ogni due settimane inchieste e approfondimenti sugli affari e il potere in Italia, storie inedite e reportage dal mondo, e grande spazio alla cultura con alcuni tra i più importanti intellettuali italiani.
Le riforme fallite, il flop dei centri in Albania, le grane internazionali, i ministri imbarazzanti, le divisioni interne alla maggioranza. Il Governo più longevo della Repubblica ha ottenuto pochi risultati. Eppure la popolarità della premier non ne risente. Il paradosso della stabilità.
E ancora: dalle tasse alle pensioni. Dall’immigrazione alle riforme istituzionali. Tutti gli impegni non mantenuti dal centrodestra.
Spazio, poi, al Campo Largo. La vittoria al referendum sulla giustizia ha mostrato che l’elettorato non è allineato al Governo. Ma tra programmi, veti, legge elettorale e leadership, il centrosinistra deve ancora offrire un’alternativa credibile.
Da quattro anni Meloni prova a coniugare atlantismo e sovranismo, vicinanza a Israele e sensibilità alle ragioni arabe, cooperazione con Bruxelles, rapporti con Trump e dialogo con altre destre estreme. Ma con pochi risultati concreti per l’Italia.
Tutte le riforme rimaste in soffitta. Il premierato mai arrivato in Aula, l’autonomia differenziata azzoppata dalla Consulta e la separazione delle carriere bocciata alle urne. Il disegno costituzionale di Meloni non si è compiuto. Resta solo una legge elettorale su misura. Ma la vera sfida è il Colle.
Gli italiani, intanto, sono più poveri di quattro anni fa. L’inflazione ha galoppato. I salari sono rimasti bassi. La pressione fiscale (malgrado gli annunci) è aumentata. Il Governo non è riuscito a far fronte alla crisi del carovita.
“Meloni brava a preservare la stabilità. Ma è un bene che le sue riforme non siano passate. La premier paga una classe dirigente inadeguata. E sul controllo della Rai ha esagerato. Ok su Ucraina e conti pubblici ma con Trump e Israele è stata troppo ambigua”. Colloquio con Gianfranco Pasquino.
“La stabilità del Governo ha restituito autorevolezza internazionale al nostro Paese. E ha fatto bene all’economia. Il tema del carovita riguarda tutta Europa. Francesi e tedeschi stanno peggio di noi. E Roma ha spinto l’Ue a rivedere le politiche sui migranti”. Intervista a Francesco Giubilei.
Spread ai minimi. Rating migliorato. Stabilità politica. E una credibilità internazionale rafforzata dal sostegno a Kiev. Ecco i risultati centrati dal Governo.
La spesa pubblica cresce in euro ma arretra in confronto al Pil. Intanto liste d’attesa, rinunce alle cure e ricorso al privato cambiano il rapporto degli italiani con il Ssn. I sondaggi registrano la crisi. La domanda è se, e per chi, si trasformerà in consenso elettorale. Cronaca di una sanità negata.
La guerra al dissenso del governo Meloni. Dalla Rai ai decreti sicurezza, alle nuove norme sulle proteste. Dagli sgomberi di Leoncavallo e Askatasuna agli interrogativi ancora aperti sullo spyware Paragon. Quattro anni di casi e provvedimenti che hanno suscitato gli allarmi di giornalisti, difensori dei diritti umani e istituzioni europee.
L’ideologo Fazzolari, i tecnici Mantovano e Caputi. La segretaria storica Scurti. E la sorella Arianna. Ecco chi c’è nello stato maggiore di Meloni.
Infine, un’analisi sull’insidia Vannacci. La crescita di Futuro Nazionale nei sondaggi pone il centrodestra davanti a un dilemma. Allearsi con gli estremisti o lasciarli da soli rischiando la sconfitta alle urne?
Questo e molto altro nel nuovo numero del settimanale The Post Internazionale in edicola da domani e disponibile già da ora nella versione digitale. Continua a leggere sul settimanale The Post Internazionale-TPI: clicca qui.
