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Home » Esteri

Che cosa ha detto Macron a Calais sul tema dei migranti

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Macron ha parlato dell'enorme campo popolato da più di 8mila migranti, venutosi a creare nella cittadina del nord della Francia, sgomberato lo scorso ottobre tra le polemiche

“In nessun caso lasceremo che una giungla possa riformarsi a Calais”.

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Con queste parole il presidente della repubblica francese, Emmanuel Macron, si è rivolto alla polizia della città che si affaccia sullo stretto di Dover.

Macron ha fatto riferimento all’enorme campo popolato da più di 8mila migranti, venutosi a creare nella cittadina del nord della Francia, sgomberato lo scorso ottobre tra le polemiche.

Leggi anche: Cosa si sono detti Gentiloni e Macron

Parlando di fronte alle forze di sicurezza, il capo dell’Eliseo ha sottolineato che “tutto è fatto in modo che non sia possibile il passaggio illegale a Calais”, sottolineando che lo Stato non permetterà di “costruire canali illegali” nella regione.

Si tratta della prima visita a Calais da parte del premier francese dal giorno della sua elezione.

Macron ha incontrato gli agenti e le associazioni che operano sul tema dei migranti difendendo la politica sull’immigrazione finora intrapresa dal suo governo, che ha suscitato diverse critiche.

Macron sta infatti studiando un progetto di legge che punta a una profonda riforma del tema, compreso il diritto d’asilo.

Un argomento di cui il presidente francese discuterà con la premier britannica, Theresa May, in occasione del vertice franco-britannico in programma nel sud dell’Inghilterra il 18 gennaio.

Parigi chiederà a Londra, come ha fatto sapere il ministro dell’Interno francese Gerard Collomb, di “aiutare Calais a svilupparsi” e di riprendersi “un certo numero di migranti”.

L’attenzione è puntata anche sull’accordo di Touquet che dal 2004 stabilisce la frontiera tra i due paesi a Calais.

Oltre Manica, fonti governative hanno risposto che il governo della May è “pronto ad ascoltare gli argomenti” francesi, nonostante alcuni deputati conservatori si siano dimostrati più riluttanti.

Tim Loughton, membro dei Tories, ha ricordato come “i contribuenti britannici, Eurotunnel e altri hanno già pesantemente investito per mettere in sicurezza la costa francese della frontiera”.

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