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Home » Esteri

L’ex spia americana Jonathan Pollard entra in politica in Israele: “Netanyahu sta perdendo la guerra. Annetteremo Gaza ed espelleremo i palestinesi”

Immagine di copertina
Un murale ritrae l'ex spia americana Jonathan Pollard al mercato di Mahane Yehuda a Gerusalemme. Credit: Yoninah / CC BY SA 4.0

L’ex spia statunitense Jonathan Pollard, che ha passato quasi trent’anni in carcere negli Stati Uniti per aver trasmesso documenti sensibili a Israele, ha annunciato il proprio ingresso in politica nello Stato ebraico, criticando il premier Benjamin Netanyahu e promettendo l’espulsione dei palestinesi e l’annessione della Striscia di Gaza.
Arrestato nel 1987, liberato nel novembre del 2015 e successivamente autorizzato a trasferirsi in Israele, Jonathan Pollard, l’unico cittadino statunitense a essere stato condannato all’ergastolo per aver collaborato con un altro governo, ha reso nota la propria discesa in campo durante un’intervista concessa ieri sera in inglese al giornalista Bar ShemUr sull’emittente Channel 13

Da Gaza alla leva militare: il “programma” di Pollard
In vista delle prossime elezioni della Knesset, previste entro il 27 ottobre, l’ex analista di intelligence della Marina degli Stati Uniti ha dichiarato che sta fondando un nuovo partito insieme a Nissim Louk, padre di Shani Louk, una delle vittime degli attentati compiuti il 7 ottobre 2023 in Israele da Hamas e dalla Jihad islamica, uccisa durante il rave Nova.
A suo dire, fu proprio la strage perpetrata nel sud dello Stato ebraico a convincere Pollard a cambiare idea sul suo ingresso in politica, dopo aver evitato per anni di scendere in campo. “Fino a quel momento, pensavo che il mio abbandono e il tradimento da parte del governo (israeliano, ndr) fossero l’eccezione alla regola”, ha detto ieri l’ex spia statunitense. “Ma dopo il 7 ottobre, ho capito che non ero l’eccezione, che il governo e i militari avevano tradito e abbandonato l’intero Paese”.
Il valore politico più importante, ha dichiarato ieri Pollard ai microfoni di Channel 13, è l’autosufficienza militare. “Credo fermamente che tutti in questo Paese – arabi, ebrei, non importa se di destra o di sinistra – debbano svolgere un servizio nazionale obbligatorio a loro scelta”, ha affermato l’ex spia, i cui progetti si spingono però ben oltre, in aperta violazione del diritto internazionale.
“Personalmente sono favorevole al trasferimento forzato di tutti gli attuali residenti di Gaza, all’annessione della Striscia e al suo ripopolamento da parte nostra (di Israele, ndr)”, ha ribadito Pollard, che si è poi scagliato contro il premier Benjamin Netanyahu, accusato di non essere stato in grado di vincere le guerre combattute da Tel Aviv a partire dal 7 ottobre. 

Le critiche a Netanyahu
“Allo stato attuale delle cose, Israele non sta vincendo la guerra”, ha detto l’ex analista di intelligence statunitense, puntando il dito contro Netanyahu. “Si batte il petto e dice che non abbiamo mai avuto più successo, in assoluto, nel combattere i nostri nemici”, ha osservato Pollard. “Mi dispiace ma questa è una menzogna pronunciata a sangue freddo”. Persino i sostenitori del premier, ha aggiunto l’ex spia, ammettono che nessun nemico di Israele è stato “sconfitto in modo decisivo”.
Questo però non significa che Pollard non sosterrà un governo guidato dall’attuale premier, se il suo partito Likud e la coalizione di estrema destra che lo sostiene dovessero vincere le prossime elezioni. “Credo nel processo democratico e penso che in quel caso dovremo sostenerlo”, ha ammesso l’ex spia americana. L’obiettivo principale della sua campagna elettorale, ha precisato Pollard, è “unificare la destra” in Israele, il cui attuale governo però sarebbe composto da “yes-men” che non sanno dire di no a Netanyahu.

Future alleanze?
Per unire il fronte di destra l’ex spia americana non nasconde la necessità di concludere nuove alleanze. Non a caso, durante la sua intervista a Channel 13, Pollard si è detto disponibile a raggiungere un accordo di governo con il leader del partito di destra Yisrael Beytenu, Avigdor Liberman, un ex alleato di Netanyahu attualmente all’opposizione, che aveva rotto i rapporti con l’attuale premier israeliano nel 2019 a causa del rifiuto del capo del governo di iniziare una guerra a Gaza contro Hamas.
Esclusa invece ogni possibilità di allearsi con l’ex primo ministro Naftali Bennett, attuale capo del partito Together, che ha da poco raggiunto un accordo con il leader dell’opposizione Yair Lapid per formare una coalizione anti-Netanyahu senza la partecipazione dei partiti arabo-israeliani. Per Pollard infatti, Bennett “è un bugiardo”. “È sfacciato da parte sua puntare il dito contro Netanyahu per il 7 ottobre, senza riconoscere la propria responsabilità nel provocare questo disastro”, ha dichiarato ieri l’ex spia americana a Channel 13. “È stato lui che ha praticamente raddoppiato il numero di lavoratori provenienti da Gaza che arrivavano nelle comunità lungo il confine”.

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