Libia, almeno tre morti per i raid su Zawiya. Telefonata tra Conte e Putin sul dossier libico

A gennaio il parlamento turco voterà su un eventuale invio di truppe in Libia a sostegno del governo di al Serraj contro Khalifa Haftar

Di Anna Ditta
Pubblicato il 26 Dic. 2019 alle 15:07 Aggiornato il 27 Dic. 2019 alle 08:58
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Libia, le forze militari di Tripoli: “Raid aerei su Zawiya, ci sono morti e feriti”

Almeno tre persone sono morte e dieci sono rimaste ferite nel corso dei raid arei su Zawiya, nell’ovest della Libia. A riferirlo è il sindaco della città, Gamal al Bahr, citato dai media locali. La notizia dell’attacco, che avrebbe colpito alcuni negozi e una farmacia, era stata annunciata dal’ufficio media delle forze militari di Tripoli, che parlava di morti e feriti tra cui anche donne e bambini.

“Aerei da guerra a supporto del criminale di guerra Haftar hanno colpito una farmacia e negozi commerciali nella città di Zawiya”, sottolineano le forze di Tripoli.

Anche il centro di emergenza e supporto medico della città, circa 50 chilometri ad ovest della capitale, ha confermato le vittime. Un altro raid ha colpito il porto nei pressi della raffineria, la più importante dell’ovest libico, secondo quanto riportato dai media locali.

Libia, telefonata tra Conte e Putin

Sulla Libia il premier Giuseppe Conte ha avuto questo pomeriggio una “lunga e articolata conversazione” telefonica con il presidente russo Vladimir Putin. Al centro dei colloqui i bilaterali anche la crisi ucraina e siriana. Sulla Libia, i due leader si sono ripromessi un aggiornamento costante in considerazione della importanza strategica che il paese riveste per gli interessi anche italiani, secondo quanto rende noto Palazzo Chigi.

Della Libia Conte ha parlato anche durante la telefonata con il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi. “Al centro dei colloqui la crisi libica, le sfide della regione mediterranea e la cooperazione bilaterale, con particolare riguardo alla ripresa dei contatti per l’urgente rilancio della collaborazione giudiziaria sull’omicidio di Giulio Regeni”, si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi.

Al Sisi, nel corso della conversazione telefonica, ha ribadito che l’Egitto sostiene la stabilità e la sicurezza della Libia, e sostiene l’esercito libico nella lotta al terrorismo. Lo afferma in una nota la presidenza egiziana, precisando che Sisi ha denunciato e interferenze straniere negli affari interni libici.

Il possibile invio di truppe dalla Turchia

Questa mattina il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha affermato che il governo libico sostenuto dalle Nazioni Unite ha chiesto ad Ankara di inviare truppe turche per aiutare le autorità di Tripoli a difendere la città da un’offensiva delle forze rivali. A gennaio sull’eventuale invio di truppe si esprimerà il parlamento turco.

Con la concessione di aiuti militari dalla Turchia a Tripoli, il governo di accordo nazionale guidato da Fayez al Serraj – sotto assedio da settimane a causa dell’invasione di Tripoli da parte delle truppe del generale Khalifa Haftar  ha di fatto aperto una nuova fase della lunga guerra civile in corso in Libia.

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