Covid ultime 24h
casi +10.874
deceduti +89
tamponi +144.737
terapie intensive +73

Caracciolo a TPI: “Libia, il cessate il fuoco non durerà. L’Italia perde centralità mentre avanzano Russia e Turchia”

Il direttore della rivista di geopolitica Limes: "Finché il nostro Paese non farà chiarezza sui propri obiettivi, perderà sempre più centralità"

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 9 Gen. 2020 alle 15:41 Aggiornato il 14 Gen. 2020 alle 12:32
58
Immagine di copertina

Caracciolo a TPI: “Libia, il cessate il fuoco non durerà. E l’Italia perde centralità”

Sono giorni di grande lavoro diplomatico per ciò che riguarda la guerra in Libia, visti gli appelli a un nuovo cessate il fuoco lanciati dalla comunità internazionale sia al governo di accordo nazionale guidato da Fayez al-Serraj, sia alle truppe del generale Khalifa Haftar.

Mentre il primo ha già dato la propria disponibilità all’interruzione delle ostilità sul campo a partire dalla mezzanotte di domenica 12 gennaio 2020, si attende ancora la risposta del secondo. Ma nel frattempo, gli scenari in Libia lasciano presagire che nei prossimi mesi saranno soprattutto due gli Stati chiamati a un ruolo di protagonisti in quest’area del Mediterraneo. E tra loro non c’è l’Italia.

Stiamo parlando di Russia e Turchia, che nonostante appoggino i due fronti opposti della guerra libica (rispettivamente Haftar e Serraj) hanno trovato – come già successo in Siria – un modo per far coesistere i propri interessi nell’area e ottenere vantaggi reciproci.

In un’intervista a TPI Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica Limes, ha parlato dei possibili scenari futuri in Libia. “Non so se davvero si arriverà a un cessate il fuoco, domenica – ha dichiarato – ma in ogni caso sarà una situazione transitoria: ormai abbiamo imparato che è molto difficile porre fine alle ostilità quando ci sono così tanti interessi in gioco e nessun accordo”.

Sul nuovo ruolo di Russia e Turchia sulla Libia, Caracciolo non ha dubbi: “È chiaro che negli ultimi mesi Russia e Turchia hanno dimostrato di avere interessi convergenti in questa parte del Mediterraneo. Hanno inaugurato il nuovo gasdotto TurkStream e hanno dimostrato di poter coesistere sebbene abbiano idee politiche diverse. La divisione della Libia in zone di influenza è uno scenario molto probabile”.

Zone di influenza, però, dalle quali sarà totalmente esclusa l’Italia. “Purtroppo è così – ammette Caracciolo – e lo sappiamo da tempo. Non conosciamo nel dettaglio le parole che si sono detti ieri Conte e Haftar nel loro incontro, ma è evidente che finché il nostro Paese non farà chiarezza sui propri obiettivi e sul modo in cui vuole agire nel Mediterraneo, saranno altri attori a essere protagonisti”.

Leggi anche:

L’ascesa della Russia di Putin non passa solo dalla Siria

Guerra Usa-Iran: tutta la storia in versione breve, media e lunga

La guerra del gas tra Usa, Iran e Russia: cosa c’è davvero dietro l’uccisione del generale Soleimani (di M. Fanni Canelles)

È iniziata una guerra: e voi, cari sovranisti, siete gli unici a difendere la follia di Trump (di G. Cavalli)

Quanto è forte l’esercito dell’Iran?

Chi sono i gruppi paramilitari e terroristi alleati dell’Iran in Medio Oriente

Crisi Usa-Iran, le alleanze sul campo: chi sta con chi. E l’Italia?

58
Accesso

Se non ricordi la tua password o in precedenza usavi un account social (Facebook, Google) per accedere, richiedi una nuova password.