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Home » Esteri

Così mi prendo cura dei gatti abbandonati di Aleppo

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Mohammad è soprannominato "il gattaro di Aleppo" perché ha creato una colonia felina nella città devastata dalla guerra civile

Mohammad Alaa Aljaleel è un soccorritore siriano e un autista di ambulanze. Vive ad Aleppo e dopo lo scoppio della guerra civile in Siria ha dato vita a una colonia felina per prendersi cura dei gatti abbandonati della città.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

A supporto dell’attività di Mohammad  sono stati creati diversi gruppi Facebook, uno dei quali si chiama “Il gattaro di Aleppo” ed è composto da 23mila persone.

Il gruppo è stato creato da una ragazza italiana, Alessandra Abidin, la quale si tiene sempre in contatto con il soccorritore siriano per fargli giungere gli aiuti umanitari donati dai componenti del gruppo.  

La prima colonia felina costituita da Mohammad è nata in una zona centrale di Aleppo, quando le famiglie siriane costrette ad abbandonare la città hanno iniziato a portargli i propri gatti per prendersene cura. 

Una volta una bambina, in fuga verso la Turchia con la sua famiglia, ha portato il suo gatto nella colonia di Mohammad e piangendo gli ha chiesto di prendersene cura.

“Mi ha detto in lacrime che dovevo prendermi cura del suo gatto perché sarebbe tornata a riprenderlo una volta finita la guerra”, ha raccontato Mohammad a TPI.

In seguito all’intensificarsi dei conflitti e dei bombardamenti il soccorritore siriano ha dovuto spostarsi in una zona limitrofa della città portando via con sé i gatti rimasti ancora in vita.

“I bombardamenti hanno distrutto la mia colonia felina così ho dovuto spostarmi per salvare i gatti rimasti in vita. Nel luogo dove mi trovo adesso ho costruito un’altra colonia felina per aiutare i gatti. Grazie al supporto, anche economico, dei membri del gruppo Facebook ‘il gattaro di Aleppo’ sono riuscito a portare avanti il mio lavoro. Ho tratto in salvo anche quattro scimmie, le uniche rimaste nel nord della Siria”, ha raccontato.

Mohammad ha spiegato che grazie agli aiuti ricevuti è riuscito ad avere quattro ambulanze, di cui due sono state distrutte dai bombardamenti, un ambulatorio veterinario per curare gli animali e un altro ambulatorio per fornire cure alle persone rimaste ferite durante i bombardamenti o in fuga da Aleppo.

Più volte è stato proposto a Mohammad di lasciare la Siria e di partire per la Turchia o per un’altra nazione europea ma lui ha sempre rifiutato per rimanere e portare a termine i suoi progetti.

“Voglio rimanere qui in Siria per continuare il mio lavoro e quello che sto facendo. Uno dei progetti che vorrei realizzare è quello di costruire un orfanotrofio per i bambini. Ci sono molti bambini rimasti orfani e vorrei dare loro una mano. Vorrei anche costruire una struttura per fornire cure ai bambini disabili”, ha raccontato Mohammad a TPI. 

Il gattaro di Aleppo ha anche spiegato di aver riunito un gruppo di studenti con il compito di andare nelle scuole per insegnare ai bambini come trattare gli animali e come comportarsi nel caso trovino un animale ferito o abbandonato. Il soccorritore siriano insegna ai bambini come comportarsi se sentono un gatto miagolare fuori dalla loro abitazione.

“Voglio insegnare ai bambini come devono comportarsi con gli animali. Spiego ai bambini che gli animali non possono parlare o esprimere ciò di cui hanno bisogno, che sono esseri viventi che dobbiamo aiutare”, dice Mohammad.

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