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Elezioni Austria 2019, sfida tra i conservatori di Kurz e i socialdemocratici di Pamela Wagner

Immagine di copertina
Credits: Sebastian Kurz/AFP Pamela Rendi-Wagner/Foto profilo Facebook Norbert Hofer/Foto profilo Facebook

Elezioni Austria 2019, sfida tra i conservatori di Kurz e i socialdemocratici di Pamela Wagner

Oggi domenica 29 settembre 2019 si tengono le elezioni in Austria. Al voto si va normalmente ogni cinque anni e il regolare ritorno alle urne era previsto per l’autunno del 2022. Dopo le dimissioni del leader del partito di estrema destra Heinz Christian Strache e la conseguente rottura tra i partiti della coalizione di maggioranza, il 18 maggio il presidente della Repubblica, Alexander Van der Bellen, ha però indetto elezioni anticipate.

A provocare le dimissioni dell’ex vice cancelliere Strache è stato il così detto “Affare Ibiza”: il 17 maggio il quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung ha pubblicato un video, girato di nascosto a Ibiza durante la campagna elettorale del 2017, in cui Strache si diceva disponibile ad accettare soldi russi in cambio di favori alla nipote di un oligarca russo vicino al presidente Vladimir Putin.

Austria, quando Strache ha fatto crack

Dopo le dimissioni di Strache è arrivata anche la sfiducia al cancelliere Sebastian Kurz, il 32enne leader del partito popolare conservatore (ÖVP), sospettato dai Social democratici (Spoe) e dalla destra del Partito della Libertà (Fpoe) di avere sfruttato le accuse di corruzione contro l’ex vice cancelliere Heinz-Christian Strache per indire elezioni anticipate ed escludere dal governo i ministri del Fpoe, in modo da avere un controllo totale dell’esecutivo. Dopo la sfiducia l’Austria è stata guidata dal governo tecnico della cancelliera Brigitte Bierlein.

Come si svolgono le elezioni 2019 in Austria

Gli elettori sono quindi stati chiamati a votare a poco meno di due anni di distanza dalle ultime elezioni, che si sono tenute il 15 ottobre 2017. Sono 6,4 milioni gli austriaci che si recheranno alle urne per eleggere i loro nuovi rappresentanti. In Austria si ottiene il diritto di voto a partire dai sedici anni. Saranno eletti in tutto 183 deputati, ci sono 9 collegi elettorali corrispondenti ai 9 Stati federali, divisi a loro volta in altre 39 circoscrizioni elettorali regionali. Nel giorno delle elezioni le urne restano aperte fino alle 17,00 del pomeriggio e i primi risultati arrivano già intorno alle 18, mentre per i risultati più sicuri  bisogna attendere normalmente fino alle 19,30. I risultati definitivi con i nomi degli eletti dovrebbero essere resi noti al più tardi entro il 16 ottobre.

La soglia di sbarramento per poter accedere alla ripartizione dei seggi è del 4%. La legge elettorale è di tipo proporzionale ed è quindi difficile che un partito riesca a raggiungere la maggioranza assoluta al primo turno. Sono solitamente necessarie delle alleanze di governo successive al voto.

Austria, i partiti in corsa alle elezioni 2019

In totale sono otto i principali partiti tra cui gli austriaci sono chiamati a scegliere:

Il partito popolare austriaco (ÖVP)  di orientamento cristiano-conservatore, guidato dal 32enne ed ex cancelliere Sebastian Kurz;

Il partito della libertà austriaco (FPÖ) che rappresenta la destra nazionalista ed ha come candidato l’ex ministro all’Innovazione Norbert Hofer.

I socialdemocratici di SPÖ guidati da Pamela Rendi-Wagner, ex ministro della Salute

I Verdi (Grüne) guidati da Werner Kogler, i liberali di Neos che candidano Beate Meinl-Reisingere e il partito Jetz, fondato da Peter Pilz.

Le altre due forze politiche in corsa sono il Partito comunista austriaco guidato da Ivo Hajnal e gli anticapitalisti di Wandel che hanno come candidato Fayad Mulla-Khalil.

I sondaggi elettorali

Secondo gli ultimi sondaggi condotti da “Puls4” e “Hajek” i popolari di ÖVP sono dati al 34 per cento e sono al momento in testa. Seguono i socialdemocratici con il 22 per cento e i nazionalisti di FPÖ al 20 per cento. I Verdi sono intorno al 13 per cento, i Neos hanno raggiunto circa l’8 per cento e Jetzt è dato al 2 per cento.

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