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“Dicono sia pericoloso, ma fare l’ambasciatore è una missione”: il discorso di Attanasio sulla vita in Congo

Di Anna Ditta
Pubblicato il 22 Feb. 2021 alle 17:28
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Immagine di copertina
Luca Attanasio

L’ambasciatore Luca Attanasio, ucciso oggi in un attacco contro un convoglio delle Nazioni Unite, aveva descritto la sua vita nella Repubblica Democratica del Congo come una vera e propria missione, sulla quale si sentiva in dovere di dare l’esempio. “Io e mia moglie abbiamo tre bambine, la più grande ha tre anni e mezzo e le gemelline due anni e mezzo, e quando dico che sono ambasciatore in Congo tutti sono stupiti, ci dicono che è pericoloso”, aveva dichiarato Attanasio nel discorso in occasione del conferimento del premio internazionale Nassiriya per la Pace, lo scorso 12 ottobre a Camerota (Salerno).

“Partiamo da un presupposto”, aveva proseguito, “Fare l’ambasciatore è un po’ come una missione. Quando sei un rappresentante delle istituzioni hai il dovere morale di dare l’esempio. Tanti sono gli appelli internazionali affinché possa esserci la pace in quelle regioni e il ruolo dell’ambasciata è innanzitutto quello di stare vicino agli italiani in Congo, che non sono soltanto missionari: ci sono, infatti, anche dei laici che dedicano la loro vita, magari medici, che vivono con 80 dollari al mese”, aveva aggiunto l’ambasciatore. “Lo fanno per servizio, per operare e insegnare nella foresta. Il mio impegno personale è ben poco rispetto a quello che fanno questi nostri connazionali”.

Luca Attanasio (qui la sua biografia) è stato ucciso a 43 anni insieme a un militare dell’Arma dei Carabinieri, il trentenne Vittorio Iacovacci (qui la sua storia), e all’autista del convoglio Onu. L’ambasciatore lascia la moglie Zakia Seddiki (qui il profilo) anch’essa premiata lo scorso ottobre in quanto presidente di un’organizzazione umanitaria che aiuta i bambini di strada, e tre figlie piccole.

L’onorificenza era stata conferita all’ambasciatore morto oggi per  “per il suo impegno volto alla salvaguardia della pace tra i popoli” e “per aver contribuito alla realizzazione di importanti progetti umanitari distinguendosi per l’altruismo, la dedizione e lo spirito di servizio a sostegno delle persone in difficoltà”.

Leggi anche: 1. Attacco in Congo, morti l’ambasciatore italiano Luca Attanasio e un carabiniere; // 2. Luca Attanasio, chi era l’ambasciatore italiano ucciso in Congo; // 3. Luca Attanasio, l’intervista di Diego Bianchi nel 2019 all’ambasciatore ucciso in Congo | VIDEO

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