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Mai più nuove trivellazioni nell’Artico e nell’Atlantico grazie al decreto di Obama

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La misura ambientalista riguarda la concessione di future licenze per le trivellazioni di gas e petrolio su oltre 500mila chilometri quadrati di oceano

Dopo una moratoria durata cinque anni, il presidente uscente degli Stati Uniti Barack Obama, con uno degli ultimi decreti presidenziali, ha bandito definitivamente le trivelle dall’Artico, vietando ogni estrazione di idrocarburi nella maggior parte delle aree sotto giurisdizione americana. 

Il decreto riguarda la concessione di future licenze per le trivellazioni di gas e petrolio su oltre 500mila chilometri quadrati di oceano. In particolare verranno tutelate le coste artiche dell’Alaska e 32 zone nell’Oceano atlantico tra Maine e Virginia. Il decreto non è retroattivo e quindi non colpisce le licenze già rilasciate, ma punta a impedire che in futuro possano essere rilasciate nuove autorizzazioni.

Una misura ambientalista che vuole proteggere la biodiversità in particolare quella dei mammiferi marini, delle risorse ecologiche e delle popolazioni indigene, ma anche una scelta di mera strategia economica: trivellare nell’Artico, date le ostili condizioni climatiche e ambientali, è diventato sempre più costoso per le compagnie di idrocarburi che hanno cominciato ad abbandonare la zona. Le grandi compagnie hanno cominciato a vedere le trivellazioni nell’Artico come non più economicamente sostenibili.

Obama ha deciso di proteggere in modo permanente importanti e vaste aree dell’Oceano atlantico e dell’Artico utilizzando la sua autorità ai sensi dell’articolo 12 dell’Outer Continental Shelf Lands Act, una legge del 1953. La particolarità di questa norma è che non prevede in nessun caso che si faccia marcia indietro: una volta che una porzione di territorio viene dichiarata protetta sotto questa legge, non si può cancellare l’atto legale. Se Trump vorrà aprire di nuovo l’Artico alle trivelle, quindi, dovrà passare anni in difficili controversie legali.

Anche il governo canadese ha annunciato che ritirerà tutte le licenze petrolifere e gasifere nelle acque artiche canadesi. I due paesi cominceranno a lavorare insieme per eliminare gradualmente l’uso di olio combustibile pesante nell’Artico. 

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