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Vaccino anti-Covid, l’Oms: “C’è speranza entro la fine dell’anno”

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 7 Ott. 2020 alle 09:11 Aggiornato il 7 Ott. 2020 alle 11:24
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Vaccino anti-Covid, Oms: “Speranza entro fine anno”

“C’è la speranza che entro la fine di quest’anno potremo avere un vaccino”, lo ha detto il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus al termine della riunione dell’Executive Board dell’organizzazione sanitaria. Che non specifica, però, quale dei 40 vaccini contro il Covid in corso di sperimentazione ha più probabilità di superare tutti i test clinici entro dicembre 2020. Di sicuro tra quelli che si trovano a uno stadio più avanzato di sperimentazione c’è il vaccino sviluppato dall’Università di Oxford e finanziato dall’anglo-svedese Astra Zeneca.

Intanto, l’Oms fa sapere che ad oggi la pandemia ha contagiato il 10 per cento della popolazione mondiale, circa 770 milioni di persone. “Le nostre migliori stime attuali ci dicono che circa il 10 per cento della popolazione mondiale potrebbe essere stata infettata da questo virus. Varia a seconda del paese, tra città e campagne, e varia a seconda dei gruppi. Ma ciò significa che la maggior parte del mondo rimane a rischio. Stiamo entrando in un periodo difficile. La malattia continua a diffondersi”, ha dichiarato nel corso della riunione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite Mike Ryan, massimo esperto di emergenza. I dati diffusi dall’Agenzia Onu calcolano 20 volte i contagi ufficiali: la Johns Hopkins University riporta infatti che nel mondo sono state contagiate 35 milioni di persone, una cifra di gran lunga inferiore ai 770 milioni calcolati dall’Oms.

A chiarire la discrepanza una nota inviata al Corriere della Sera in seguito a una richiesta di chiarimento. “L’Oms ha utilizzato la sieroepidemiologia per comprendere l’entità dell’infezione da SARS-CoV-2. La maggior parte degli studi mostra che la sieroprevalenza risulta inferiore al 10 per cento, ma gli studi sui lavoratori in prima linea e in alcune aree ad alta intensità stimano che sia superiore al 20 per cento. La stragrande maggioranza del mondo, però, rimane a rischio”, si legge nella nota. “Il virus ha il potenziale per causare danni enormi a meno che non intraprendiamo tutte le azioni necessarie per fermare la sua diffusione”, sottolinea l’Agenzia delle Nazioni Unite.

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