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Home » Esteri

Brexit, cosa prevede l’accordo tra Londra e Bruxelles

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Credit: Afp

Nella serata di mercoledì 14 novembre 2018 il governo britannico ha approvato la bozza di accordo sulla Brexit raggiunta il giorno precedente a livello tecnico tra i negoziatori di Londra e quelli di Bruxelles (qui 10 domande e 10 risposte sull’accordo sulla Brexit).

“La bozza sulla Brexit è quanto di più vicino alla scelta degli elettori britannici”, ha detto nel question time la premier britannica Theresa May, secondo cui l’intesa tecnica “avvicina significativamente” il Regno Unito a “ciò per cui il popolo ha votato” nel giugno 2016.

Criticata dal leader laburista Jeremy Corbyn e dai sostenitori più intransigenti della Brexit, May ha affermato che quello con l’Unione europea sui termini del divorzio è “un accordo nell’interesse nazionale”. Nella consueta sessione di domande e risposte, la premier ha insistito sul fatto che si tratta di “un buon accordo” che proteggerà il lavoro e l’integrità territoriale del Regno Unito.

Cosa prevede l’accordo – L’accordo, un documento di 585 pagine, contiene previsioni che vanno nella direzione di una Brexit soft, che piace poco ai sostenitori più intransigenti dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea.

Per quanto riguarda il nodo più spinoso, quello della questione nordirlandese, si è sostanzialmente deciso di posticipare la soluzione: l’Irlanda del Nord continuerà in via temporanea a far parte del mercato unico europeo fino a quando non si troverà un accordo definitivo.

In questo modo si eviterà, almeno nel breve periodo, un confine fisico tra Irlanda del Nord, territorio del Regno Unito, e la Repubblica d’Irlanda, territorio dell’Unione europea. I Brexiter auspicavano invece una netta separazione, anche dal punto di vista commerciale, tra i due paesi.

In base all’accordo raggiunto, inoltre, il Regno Unito continuerà a far parte dell’unione doganale finché non si troverà un’intesa commerciale bilaterale con Bruxelles. Su questo punto, gli anti-europeisti britannici temono che Londra sia vincolata per anni al rispetto di regole europee, senza avere abbastanza voce in capitolo.

Numerosi gli articoli dell’intesa dedicati alla cooperazione giudiziaria, di polizia, allo scambio di informazioni e alla protezione dei dati personali. Ci sono norme anche sul trattamento di rifiuti radioattivi.

Importante l’articolo 132 che stabilisce che, entro il primo luglio 2020, un Comitato congiunto, copresieduto da Ue e Regno Unito, potrebbe decidere di estendere, senza alcun limite prefissato, il periodo di transizione, per il momento fissato al 31 dicembre 2020. In questo caso il Comitato congiunto deciderà l’entità del contributo di Londra alla Ue dal primo gennaio 2021 in avanti.

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