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Coronavirus, anche in Iran è emergenza: “Possibile sia già in tutte le città”

Sono 750 i casi sospetti, 18 i confermati e quattro le persone morte. Spaventa anche la situazione in Corea del Sud, che dopo la Cina è il Paese con la maggiore incidenza

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 21 Feb. 2020 alle 16:26 Aggiornato il 21 Feb. 2020 alle 17:28
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Coronavirus, anche in Iran è emergenza: “Possibile sia già in tutte le città”

Mentre le vittime in Cina hanno superato quota 2200 e l’Italia scopre il suo primo focolaio autoctono in Lombardia (con sei contagiati), anche in Iran è vera emergenza Coronavirus. Negli ultimi giorni, secondo i dati diffusi dalle autorità sanitarie, sono stati registrati ben 750 casi sospetti: tra questi, 18 sono casi accertati di Covid-19, mentre quattro persone sono morte.

A preoccupare, oltre alla velocità di diffusione del virus, anche la grandezza della potenziale epidemia. Minou Mohrez, membro del comitato nazionale per le malattie infettive del ministero della Salute, ha dichiarato che il Coronavirus di è diffuso in diverse città.

“Sulla base delle notizie esistenti, la diffusione del coronavirus è iniziata a Qom e piano piano con i viaggi delle persone adesso ha raggiunto diverse città, tra cui Tehran, Babol, Arak, Isfahan, Rasht e alcune altre città. E’ possibile che esista in tutte le città dell’Iran. A questo punto è un dovere urgente insegnare a tutta la popolazione come prevenire e controllare questo virus. Darsi la mano e baciarsi ora dobbiamo metterlo completamente da parte”, ha aggiunto.

La situazione attuale preoccupa tutto l’Iran, nel giorno in cui tra l’altro si vota per le elezioni parlamentari. In giornata è arrivata anche la denuncia di Shirin Ebadi, pacifista iraniana e premio Nobel per la pace nel 2003, che in un’intervista a Storie italiane su Rai 1 ha detto: “Il governo iraniano si è mosso tardi, da due settimane si parlava dei sintomi del Coronavirus nel Paese ma le autorità non l’hanno annunciato perché temevano che l’allarme avrebbe frenato la partecipazione al 41° anniversario della Rivoluzione islamica”.

Focolaio di Coronavirus anche in Corea del Sud

Oltre alla situazione in Iran, preoccupa anche la Corea del Sud. Nelle ultime ore i casi di Coronavirus sono aumentati a dismisura: il totale dei contagiati è di 204, più una vittima. Al punto che, dopo la Cina, la Corea è il Paese con la maggiore incidenza della malattia.

In Corea, la maggior parte dei nuovi contagi sono stati rilevati tra i fedeli di una congregazione religiosa nella città di Daegu, la quarta per numero di abitanti di tutto il Paese. Secondo le autorità locali, il contagio sarebbe dovuto a un “super diffusore”, una donna di 61 anni che fa parte di una confraternita religiosa. Sono circa 400 i membri della comunità con sintomi compatibili con il Covid-19. Ai cittadini è stato chiesto di non lasciare le proprie case.

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