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Quali sono i sintomi del Coronavirus e come si trasmette

Di TPI
Pubblicato il 21 Feb. 2020 alle 15:05 Aggiornato il 9 Mar. 2020 alle 13:20
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Quali sono i sintomi del Coronavirus, come si trasmette e cosa fare

SINTOMI CORONAVIRUS – Il Coronavirus è arrivato in Italia: questa mattina sono stati accertati sei casi in Lombardia. Un 38enne residente a Codogno e nato a Castiglione d’Adda, in provincia di Lodi, ricoverato da mercoledì sera a Codogno, è risultato positivo al test del coronavirus. Positiva ai test anche sua moglie – che è incinta all’ottavo mese – ricoverata in isolamento al Sacco di Milano. Tutti i ricoverati hanno polmoniti gravi, la moglie del 38enne dovrebbe essere in una situazione meno grave.

Quali sono i sintomi del Coronavirus?

I sintomi assomigliano a quelli dell’influenza? Sì, i sintomi assomigliano a quelli dell’influenza e delle sindromi parainfluenzali che circolano in questa stagione. Ecco perché è facile che si creino falsi allarmi prima che le analisi di laboratorio consentano di arrivare a una diagnosi certa. Febbre, tosse, difficoltà respiratorie, nei casi gravi bronchite e polmonite sono le caratteristiche dell’infezione da coronavirus che devono preoccupare, in particolare se si hanno avuti contatti con persone provenienti dalle zone del contagio.

Quanto è contagioso il Coronavirus?

Ogni persona contagiata dal virus 2019-nCov può infettarne in media altre 2,6 persone, con un tasso che varia da 1,5 a 3,5: le stime sono dei ricercatori dell’Imperial College di Londra, che collaborano con l’Organizzazione mondiale della sanità.

“Il periodo di incubazione – ha spiegato l’infettivologo Massimo Galli, professore all’Università di Milano-Ospedale Sacco – è di 5,2 giorni. Il periodo di contumacia quindi di quarantena per capire se il virus si è manifestato è di 14 giorni”. Il virus 2019 n-CoV, secondo uno studio di Lancet, potrebbe essere trasmesso anche da persone che, pur avendo già l’infezione, non mostrano di avere sintomi: sarebbe questo il caso del paziente ricoverato in Lombardia. Per questo è cruciale isolare i pazienti e mettere in quarantena tutti coloro che hanno avuto contatti con i malati.

Come si trasmette il virus?

Il virus può essere trasmesso da persona a persona, in genere dopo un contatto stretto con un paziente infetto. Il principale fattore di contagio è lo spostamento delle persone affette da Coronavirus: per questo motivo i pazienti (o i sospetti pazienti) sono messi in quarantena. I coronavirus umani si trasmettono da una persona infetta a un’altra attraverso la saliva, tossendo e starnutendo; con contatti diretti personali (come toccare o stringere la mano e portarla alle mucose); toccando prima un oggetto o una superficie contaminati dal virus e poi portandosi le mani (non ancora lavate) sulla bocca, sul naso o sugli occhi (anche se questa trasmissione è più difficile); infine, con la contaminazione fecale.

Sintomi Coronavirus: cosa fare se pensate di essere stati contagiati

I consigli del Ministero sono: indossare una mascherina se si è in contatto con altre persone, chiamare il numero del Ministero 1500, utilizzare fazzoletti usa e getta (da chiudere ermeticamente dopo l’uso) e lavarsi le mani frequentemente. In Lombardia si può chiamare anche il 112. Attenzione: non bisogna andare personalmente dal medico o al Pronto Soccorso. Nel caso si sospetti un contagio i medici verranno a prendere i pazienti in ambulanza in “biocontenimento”.

“Si è calcolato”, ha spiegato l’infettivologo Massimo Galli, professore all’Università di Milano-Ospedale Sacco, “che per questi virus la distanza di sicurezza è 1 metro e 82 centimetri affinché le particelle emesse da colpi di tosse e starnuti non possano raggiungere l’altro”.

Le raccomandazioni per ridurre l’esposizione e la trasmissione del nuovo coronavirus sono per ora generali:

  • Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi o con soluzioni alcoliche.
  • Starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, utilizzare una mascherina e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l’uso.
  • Evitare di toccare gli occhi, il naso o la bocca con mani non lavate, evitare contatti ravvicinati con persone che sono malate o che mostri sintomi di malattie respiratorie (come tosse e starnuti).
  • Rimanere a casa se si hanno sintomi.
  • Non andare in Pronto Soccorso ma telefonare al numero 1500 (o 112).
  • Fare attenzione alle pratiche alimentari (evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le bevande non imbottigliate).
  • Pulire e disinfettare oggetti e superfici che possono essere state contaminate.
  • Vaccinarsi contro l’influenza (per non rischiare confusione dei sintomi).

Esiste un trattamento o un vaccino per il Coronavirus?

Ad oggi non esiste un trattamento specifico o un vaccino per la malattia causata dal coronavirus. Quando la malattia dà luogo a polmoniti particolarmente gravi si può considerare l’uso dell’Ecmo, l’ossigenazione extracorporea, una tecnica di rianimazione che supporta le funzioni vitali attraverso l’ossigenazione del sangue. Si stanno studiando da più parti alcuni antivirali già utilizzati nel caso di altri virus: Hiv, Ebola, SARS e altri farmaci conosciuti e sembrano essere efficaci con i malati. L’ultima sperimentazione è in Cina con gli anticorpi contenuti nel plasma di persone guarite dall’infezione. Il metodo veniva usato nei malati al tempo della SARS.

Da questa prima fase è possibile dire che il virus in questione non è letale nella maggior parte dei casi. Quasi tutti i contagiati sopravvivono al virus. La percentuale dei decessi causati dal virus è al momento di circa il 2-3 per cento, più alta in Cina. Buona parte delle vittime del nuovo coronavirus erano anziane e con patologie pregresse, in media non colpisce persone giovani che comunque guariscono. Nessuna vittima in Cina aveva meno di 9 anni.

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SINTOMI CORONAVIRUS: ALTRE DOMANDE

I cibi sono pericolosi?

Non ci sono evidenze che il virus si trasmetta attraverso il cibo o per via alimentare o anche toccando oggetti inanimati come giocattoli, vestiario. Il virus si introduce nell’organismo attraverso le prime vie respiratorie, naso e bocca, ma non attraverso l’apparato digestivo con passaggio di cibi contaminati.

È pericoloso ricevere pacchi dalla Cina?

Ricevere pacchi dalla Cina “non comporta alcun problema per il contagio” di coronavirus ha assicurato il portavoce dell’Oms, Christian Lindmeier. “Il virus non ha una vita lunga rispetto ad altri virus, ma può stare su una superficie”.

QUI IL SITO UFFICIALE DEL MINISTERO DELLA SALUTE

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