Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Lo spot della Coca Cola contro il boicottaggio a Israele che si è rivelato un boomerang | VIDEO

Immagine di copertina

Lo spot della Coca Cola contro il boicottaggio a Israele

Coca Cola, così come altre aziende, ha riscontrato un calo nelle vendite in vari paesi, soprattutto quelli a maggioranza musulmana, dove questi marchi sono percepiti come legati a Israele.

Per cambiare la percezione del prodotto, in particolar modo nel Bangladesh, l’azienda ha deciso di realizzare uno spot tv ingaggiando un attore molto popolare, Sharaf Ahmed Jibon.

Lo spot, come detto, doveva servire a “ripulire” l’immagine del prodotto, 
ma ha ottenuto il risultato esattamente opposto. Nella pubblicità, infatti, il protagonista tenta di rassicurare i suoi clienti che non vogliono più consumare la Coca Cola perché è un prodotto degli Stati Uniti, il cui governo sostiene quello del primo ministro israeliano Netanyahu.

«Ascoltate, ragazzi, la Coca-Cola non è di “quel posto”» afferma l’attore nello spot facendo riferimento a Israele. «Anche la Palestina ha una fabbrica di Coca» aggiunge Sharaf Ahmed Jibon.

La fabbrica a cui si fa riferimento nello spot, però, si trova sì in Cisgiordania, ma all’interno di Atarot, uno degli insediamenti israeliani considerati illegali dalla comunità internazionale. Il tentativo di prendere le distanze da Israele da parte dell’azienda ha finito per evidenziare una condizione che la maggior parte dei consumatori di religione islamica ritiene inaccettabile.

Lo spot ha suscitato talmente tante polemiche che la Coca Cola è stata costretta a ritirarlo scusandosi per l’errore. «Riconosciamo che il video mancava il punto, e ci scusiamo. Il video è stato rimosso da tutte le piattaforme» ha dichiarato al “Washington Post” Scott Leith, vicepresidente per la comunicazione strategica globale del gruppo.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Esteri / Usa: un giudice del New Mexico ordina a Meta di versare 567 milioni di dollari in un fondo per la salute mentale infantile
Esteri / Quando lo Stato interviene contro le nuove "solitudini": la strategia nazionale di Madrid
Esteri / La geopolitica del contrasto alla solitudine
Esteri / Il Patto di Gedda: Arabia Saudita, Pakistan e Turchia firmano un accordo di mutua difesa
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Conclusi a Roma i colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Usa. Ma Tel Aviv non ferma i raid
Esteri / Chi è Abdul El-Sayed, il medico pro-Palestina che ha vinto le primarie democratiche in Michigan