Cile, dopo le manifestazioni il presidente Piñera dice sì a un nuovo governo

Le proteste in Cile hanno spinto il presidente Sebastian Piñera a convocare il gabinetto per far rimettere il mandato a tutti i ministri e formare un nuovo governo

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 27 Ott. 2019 alle 09:45 Aggiornato il 27 Ott. 2019 alle 09:50
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Immagine di copertina

Manifestazioni in Cile, il presidente Piñera dice sì a un nuovo governo

Davanti alle più grandi manifestazioni di tutta la storia del Cile, scoppiate una settimana fa contro l’aumento del prezzo del biglietto della metropolitana e diventate in poco tempo espressione del malcontento sociale dell’intero paese, il presidente cileno Sebastian Piñera ha ceduto e ha annunciato un ampio rimpasto di governo.

“Ho chiesto a tutti i ministri di rimettere il loro mandato per formare un nuovo governo – ha dichiarato il presidente durante una conferenza stampa al palazzo presidenziale della Moneda dopo la “Grande marcia” di oltre un milione di cittadini a Santiago del Cile –  per affrontare le nuove richieste e farci carico dei tempi nuovi”. Così, si riunirà nelle prossime ore il gabinetto del governo per far sì che i ministri rinuncino al loro incarico.

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Ma non ci sarà solo il rimpasto di governo: “Voglio annunciare – ha continuato Piñera – che, se le circostanze lo permettono, è mia intenzione revocare tutti gli stati d’emergenza a partire dalle 24 di domenica, per contribuire a questa normalizzazione che tanto desiderano e meritano i cileni”. In seguito alle imponenti proteste, infatti, era stato imposto un coprifuoco (dalle 22 alle 7 di mattina) per la prima volta dalla dittatura di Pinochet.

Nel suo intervento, Piñera ha promesso anche il taglio dei prezzi: “Il governo – queste le sue parole – si è fatto carico del profondo messaggio che abbiamo ascoltato di tutti i cileni, per questo abbiamo proposto al Congresso una profonda agenda sociale che raccoglie molte delle lamentele più sentite dai nostri compatrioti, in modo da avanzare con urgenza e volontà verso un miglioramento delle pensioni, delle entrate dei lavoratori, verso la stabilizzazione del prezzo di servizi di base come l’elettricità, e presto vogliamo anche fare progressi sui prezzi dell’acqua e del TAG. Questa agenda sociale, che è ampia, richiede un enorme sforzo dello Stato per trovare finanziamenti e questa agenda è in pieno sviluppo, per questo chiedo caldamente al Congresso di approvare i progetti”.

Nei giorni scorsi, il popolo cileno ha risposto in massa alle proteste per il caro prezzi. Le manifestazioni, in tutto il Cile, sono state moltissime: nella Grande Marcia di venerdì a Santiago, è stata stimata un’affluenza di un milione e 270mila persone. Le proteste si sono rivolte anche contro le continue violazioni dei diritti umani compiute in questi giorni dall’Esercito e dai carabineros. Piñera aveva annunciato riforme sociali, ma le proteste non si erano placate.

“Abbiamo tutti recepito il messaggio. Siamo tutti cambiati e con l’aiuto di Dio prenderemo una strada verso un Cile che sia migliore per tutti”, ha concluso Piñera durante il suo intervento.

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