Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 07:27
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Svolta storica in Argentina: il Parlamento legalizza l’aborto dopo anni di lotte

Immagine di copertina

Svolta storica in Argentina: passa il disegno di legge che legalizza l’aborto

L’Argentina è il primo grande Paese latino-americano a legalizzare l’aborto: il disegno di legge favorevole all’interruzione legale di gravidanza è passato in Senato con 38 voti favorevoli, 29 contrari e un astenuto.

Dopo l’annuncio centinaia di manifestanti, che aspettavano la decisione davanti al Congresso di Buenos Aires, hanno celebrato quello che è a tutti gli effetti un momento di svolta per i diritti delle donne nel Paese. L’aborto legale, sicuro e gratuito è una richiesta storica dei gruppi femministi, che da anni si oppongono alla difesa delle cosiddette “due vite” della madre e del feto da parte della legge. La norma contestata risaliva al 1921, permetteva l’aborto solo in caso di malformazione fetale e stupro e ha portato migliaia di donne a ricorrere ad aborti clandestini con rischi altissimi per la salute.

“La lotta per i diritti delle donne è sempre difficile, e questa volta abbiamo dovuto anche fare i conti con la pandemia. Ma è per questo che sono ancora più felice per questo risultato”, ha dichiarato fuori dal Parlamento l’attivista e giornalista Ingrid Beck, secondo quanto riportato dal the Guardian.

Sebbene la proposta di legge favorevole all’aborto legale sia stata presentata in diverse occasioni, solo nel 2018 è stata discussa in Parlamento per la prima volta. Ma una delle differenze fondamentali di questa discussione rispetto al passato è che il progetto è stato presentato con alcune modifiche direttamente dal presidente Alberto Fernandéz, e non da un’organizzazione civile come avvenuto due anni fa, quando la legge era passata in prima lettura alla Camera ma non al Senato. Il risultato di ieri risulta così anche un grande successo politico per il governo eletto nel 2019, anche se il tema spaccherà i gruppi politici tra la “marea verde”, favorevole all’interruzione legale di gravidanza, e la parte blu, il colore che identifica chi si oppone all’aborto.

Aborto legale in Argentina: che cosa dice la nuova legge

Con il disegno di legge passato in Senato dopo una seduta di 12 ore l’Argentina diventa uno dei pochissimi Paesi dell’America Latina dove è permessa l’interruzione di gravidanza. I minori di 13 anni potranno abortire con l’assistenza di almeno uno dei loro genitori o un rappresentante legale, mentre quelli di età compresa tra 13 e 16 anni avranno bisogno di autorizzazione solo se la procedura compromette la loro salute. Chi ha più di 16 anni potrà decidere da solo. Il libero accesso all’aborto è consentito fino alla 14esima settimana di gestazione.

La legge presentata dal governo di Fernandéz (IVE in lingua spagnola) sostiene anche la responsabilità dello Stato di attuare la legge sull’educazione sessuale completa e aggiorna le pene detentive che verranno utilizzate per punire le persone che causano l’aborto o acconsentono a farlo al di fuori del limite di tempo e dei motivi consentiti.

Il principale obiettivo delle nuove misure, che il presidente Fernandéz aveva promesso di promuovere sin dalla sua campagna elettorale, è quello di ridurre gli aborti clandestini, che mettono a rischio la vita delle donne, specialmente quelle che non possono permettersi cliniche private dove, nonostante sia illegale, l’aborto veniva praticato in sicurezza.

Leggi anche: 1. Svolta storica in Argentina: il presidente Fernández presenta il disegno di legge per legalizzare l’aborto 2. “Viviamo all’inferno”: le donne in Argentina che chiedono di legalizzare l’aborto 3. “Vi racconto l’inferno delle donne argentine, costrette a morire a causa degli aborti clandestini” 4Governo pronto a legalizzare l’aborto in Argentina

Ti potrebbe interessare
Esteri / Quando Trump accusava Obama: “Attaccherà l’Iran per ottenere un vantaggio alle elezioni”
Esteri / Pedro Sanchez a Trump: "Non si può giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone"
Esteri / Il figlio di Ali Khamenei “curato per mesi nel Regno Unito per impotenza”: il documento degli 007 Usa
Ti potrebbe interessare
Esteri / Quando Trump accusava Obama: “Attaccherà l’Iran per ottenere un vantaggio alle elezioni”
Esteri / Pedro Sanchez a Trump: "Non si può giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone"
Esteri / Il figlio di Ali Khamenei “curato per mesi nel Regno Unito per impotenza”: il documento degli 007 Usa
Esteri / L’ex direttore della Cia Panetta: “Trump non sa cosa vuole, non si cambia un regime con le bombe”
Esteri / Continuano i raid Usa e di Israele sull'Iran. Contrattacchi su Kuwait, Emirati Arabi e sulla raffineria saudita di Ras Tanura. Francia abbatte alcuni droni. Nato intercetta un missile in Turchia: "Ma era diretto a Cipro". Giallo sull'elezione del figlio di Khamenei a Guida Suprema. Tel Aviv: "Chiunque sia sarà un bersaglio". Rinviati i funerali di Stato a Teheran. Idf bombarda e avanza in Libano: 72 vittime in 3 giorni. Hezbollah risponde con i missili. Usa affondano una fregata iraniana: 87 morti e 60 dispersi. Cina manderà un inviato speciale in M.O.
Esteri / “Cristiano Ronaldo è scappato dall’Arabia dopo l’attacco iraniano”: il suo jet privato ha raggiunto la Spagna
Esteri / Gli americani bocciano Trump: solo un cittadino Usa su quattro approva l’attacco all’Iran
Esteri / Dietro le quinte: ecco come è stato pianificato il raid aereo di Usa e Israele che ha ucciso Ali Khamenei in Iran
Esteri / Missili, droni e autonomia tattica: dentro la strategia di rappresaglia dell'Iran contro Usa, Israele e i loro alleati
Esteri / Macron rafforza il nucleare francese e allarga l’ombrello a 8 Paesi europei: l’Italia rifiuta