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Svolta storica in Argentina: il presidente Fernández presenta il disegno di legge per legalizzare l’aborto

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 18 Nov. 2020 alle 09:59 Aggiornato il 18 Nov. 2020 alle 10:52
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Il presidente dell’Argentina presenta un disegno di legge per legalizzare l’aborto

Il presidente dell’Argentina, Alberto Fernández, ha presentato in Congresso un disegno di legge per legalizzare l’aborto. Lo aveva annunciato in un video condiviso lunedì 16 novembre su Twitter, in cui ha sottolineato che il suo obiettivo è garantire “che tutte le donne accedano al diritto integrale alla salute“, al centro del quale c’è l’iniziativa sul diritto all’aborto, accompagnato da un altro disegno di legge che crea “l’assistenza di 1000 giorni, per rafforzare l’assistenza integrale durante la gravidanza e per i bambini nei primi anni di vita”.

L’annuncio ha prodotto scene di giubilo e di festa in una manifestazione di migliaia di attivisti filo-governativi intorno al Congresso a sostegno del dibattito per l’approvazione di una tassa straordinaria sulle 9.300 grandi fortune del Paese per sovvenzionare il sistema sanitario, tra gli altri scopi, nel bel mezzo della pandemia di Covid-19 che ha causato più di 35.000 morti e più di 1,3 milioni di infetti.

Sin dalla sua elezione a dicembre del 2019, Fernandez aveva dichiarato che una delle sue priorità sarebbe stata quella di “risolvere un problema di salute pubblica” e già a marzo scorso aveva annunciato l’intenzione di presentare il disegno di legge. Con il provvedimento presentato ieri ha mostrato di aver preso sul serio le promesse fatte in campagna elettorale e voler “rispettare un impegno” preso con migliaia di donne e associazioni che da anni manifestano contro una legge restrittiva, che causa dai 370mila a 520mila aborti clandestini all’anno, secondo quanto dichiarato in una recente intervista da Vilma Ibarra, la segretaria legale e tecnica del presidente.

In Argentina l’aborto è illegale tranne che in caso di stupro, o quando la vita della donna è in pericolo, ma anche in questi casi le donne e le ragazze sono perseguibili penalmente e hanno difficoltà ad accedere a servizi sanitari come la sterilizzazione volontaria, motivo per cui molte di loro ricorrono a interruzioni di gravidanza clandestine. Già nel 2018, dopo mesi di proteste da parte di associazioni umanitarie e gruppi di attiviste, fu presentata una proposta di legge per legalizzare l’interruzione volontaria di gravidanza, bocciata poi dall’allora presidente Mauricio Macri, che cedette alle pressioni dell’opposizione e della Chiesa.

Ma questa volta la legge ha più possibilità di essere approvata perché a presentarla è lo stesso presidente, appoggiato dal partito di governo. “Dopo anni e anni di lotte dei movimenti per i diritti delle donne, il tema della decriminalizzazione e della legalizzazione dell’aborto è arrivato nel cuore dell’agenda politica del paese. Ora spetta al Senato e alla Camera dei Deputati cogliere l’occasione per dire addio a decenni di violazioni dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne”, ha dichiarato Amnesty International. Se approvato, il provvedimento farebbe dell’Argentina il primo grande Paese latino-americano a garantire l’interruzione legale della gravidanza.

Leggi anche: 1. “Viviamo all’inferno”: le donne in Argentina che chiedono di legalizzare l’aborto 2. “Vi racconto l’inferno delle donne argentine, costrette a morire a causa degli aborti clandestini” 3. Governo pronto a legalizzare l’aborto in Argentina

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