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Alexei Navalny torna a camminare: il post su Instagram. “La guarigione è ancora lontana”

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 19 Set. 2020 alle 17:53 Aggiornato il 19 Set. 2020 alle 19:14
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Immagine di copertina

Navalny è tornato a camminare: la foto su Instagram

Alexei Navalny è tornato a camminare: il blogger oppositore di Putin ha condiviso sul suo profilo Instagram una foto che lo ritrae mentre scende le scale dell’Ospedale di Berlino in cui è ricoverato, il Charité, come già successo subito dopo il risveglio dal coma farmacologico seguito all’avvelenamento. “La strada verso la guarigione è chiara, anche se non vicina. Il telefono nelle mie mani è inutile come un sasso e versarsi un bicchiere d’acqua si trasforma in una vera e propria impresa”, ha scritto Navalny a commento della foto condivisa su Instagram.

Nel post Navalny ha poi raccontato come si è sentito nei giorni subito successivi al risveglio. “Facevo fatica a riconoscere le persone, avevo difficoltà a parlare, anche solo a pensare una parola da scrivere su una lavagna fornita dai medici”, ha scritto sul suo profilo. “Ho le gambe tremanti quando salgo le scale e penso ‘dov’è l’ascensore? Molti problemi vanno ancora risolti”, ha continuato. Ma il principale è già alle spalle grazie al lavoro dei “fantastici medici”. “Mi hanno trasformato da ‘persona tecnicamente viva’ a qualcuno che ha tutte le possibilità di diventare di nuovo una Forma Superiore dell’Essere della Società Moderna”, ha concluso Navalny.

Intanto, grazie a un post pubblicato sempre su Instagram dai suoi collaboratori, sono emersi nuovi particolari sui momenti che hanno preceduto il malore dell’oppositore temuto dal Cremlino: Navalny sarebbe stato avvelenato con una bottiglia d’acqua (e non con un tè, come era stato detto in precedenza) che avrebbe bevuto nella sua camera d’albergo in Siberia lo scorso 20 agosto.

Gli assistenti spiegano nel video che proprio su quella bottiglietta sono state condotte le analisi del laboratorio tedesco per indagare sull’avvelenamento. E sulla bottiglia sono state trovate “tracce di Novichok”, l’agente nervino sviluppato dalla Russia tra gli anni Ottanta e Novanta e già usato in passato per avvelenare gli oppositori del presidente Vladimir Putin. Navalny si era sentito male durante un volo interno in Russia il mese scorso ed era stato successivamente trasportato in aereo a Berlino per cure mediche. La Russia continua a sostenere di non aver visto le prove secondo cui sarebbe stato avvelenato.

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