Banner donazione
Ultimo aggiornamento ore 19:32
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Cronaca

Zona gialla, come cambieranno i parametri per il cambio di colore delle Regioni

Immagine di copertina
Napoli, 26 giugno 2021. ANSA/CIRO FUSCO

Non solo l’ipotesi dell’obbligo di Green Pass: il governo in questi giorni sta lavorando anche al cambio dei parametri per l’individuazione delle fasce di rischio delle Regioni e la determinazione del passaggio in zona gialla dalla zona bianca. Proprio su questo tema si riunirà oggi, martedì 20 luglio 2021, la Conferenza Stato-Regioni, mentre domani toccherà alla cabina di regia.  L’obiettivo è adeguare i criteria attuali, ormai datati, alla nuova situazione in cui oltre il 50 per cento della popolazione italiana over 12 è stata vaccinata con ciclo completo, e dunque risulta maggiormente protetto dal Covid-19, soprattutto nelle sue forme più gravi.

Per questo, come chiarito dal ministro della Salute Roberto Speranza nei giorni scorsi, i parametri terranno maggiormente in considerazione le ospedalizzazioni, ovvero i ricoveri ordinari e le terapie intensive. Avrà un peso minore, invece, il parametro dell’incidenza, che attualmente comporta il passaggio dalla zona bianca alla zona gialla se in una Regione è superiore ai 50 casi ogni 100mila abitanti in una settimana.

Con il criterio attuale, proprio a causa della crescita dell’incidenza, alcune regioni italiane rischierebbero il passaggio in zona gialla – e il conseguente aumento delle restrizioni – già a partire da lunedì prossimo. Per evitare queste nuove chiusure, dunque, il governo intende intervenire a breve. Ma come cambieranno esattamente i criteri per il cambio di fascia di rischio?

L’ipotesi su cui sta ragionando il governo, come riportato da diverse testate, tra cui Fanpage.it in questo articolo di Stefano Rizzuti, è quella di stabilire una soglia massima per le ospedalizzazioni a livello Regionale, pari al 5 per cento per le terapie intensive e del 10 per cento per i ricoveri ordinari. Se questo limite fosse superato, scatterebbe l’ingresso in zona gialla.

Le cifre, per quanto ritenute plausibili da fonti di governo, sono ancora oggetto di confronto nella maggioranza e tra le Regioni. Per ufficializzare la decisione, in ogni caso, bisognerà aspettare il Consiglio dei ministri, che potrebbe essere convocato domani o al massimo giovedì.

Zona gialla: quali Regioni rischiano il cambio di colore con i nuovi parametri

Ma, se saranno confermate queste soglie, quali regioni rischierebbero di finire in fascia gialla? Al momento, tutte le Regioni sono abbastanza lontane dalle soglie indicate. Quelle con i dati più elevati sono la Calabria, che ha un tasso di occupazione del 6 per cento per i ricoveri, ma anche Basilicata, Campania e Sicilia (tutte al 5 per cento) e la Toscana, che ha un tasso di occupazione delle terapie intensive pari al 4 per cento.

Ecco un riepilogo delle percentuali di occupazione dei reparti ordinari (aree non critiche) e di terapie intensive, Regione per Regione, sulla base dei dati Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), aggiornati al 19 luglio:

  • Abruzzo – aree non critiche: 2%; terapie intensive: 1%
  • Basilicata – aree non critiche: 5%; terapie intensive: 0%
  • Bolzano – aree non critiche: 2%; terapie intensive: 0%
  • Calabria – aree non critiche: 6%; terapie intensive: 3%
  • Campania – aree non critiche: 5%; terapie intensive: 2%
  • Emilia Romagna – aree non critiche: 2%; terapie intensive: 2%
  • Friuli Venezia Giulia – aree non critiche: 1%; terapie intensive: 0%
  • Lazio – aree non critiche: 2%; terapie intensive: 3%
  • Liguria – aree non critiche: 1%; terapie intensive: 2%
  • Lombardia – aree non critiche: 2%; terapie intensive: 2%
  • Marche – aree non critiche: 1%; terapie intensive: 1%
  • Molise – aree non critiche: 1%; terapie intensive: 0%
  • Piemonte – aree non critiche: 1%; terapie intensive: 0%
  • Puglia – aree non critiche: 2%; terapie intensive: 2%
  • Sardegna – aree non critiche: 4%; terapie intensive: 2%
  • Sicilia – aree non critiche: 5%; terapie intensive: 3%
  • Toscana – aree non critiche: 1%; terapie intensive: 4%
  • Trento – aree non critiche: 0%; terapie intensive: 0%
  • Umbria – aree non critiche: 1%; terapie intensive: 1%
  • Valle D’Aosta – aree non critiche: 0%; terapie intensive: 0%
  • Veneto – aree non critiche: 1%; terapie intensive: 1%
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Due infermiere avvertono i No Vax: “Quando verranno in ospedale ci vendicheremo”. L’Asl si dissocia
Cronaca / Chiede di fare la chierichetta, ma il parroco dice no: "Solo maschi"
Cronaca / 22 morti e 3.117 casi nell'ultimo giorno: tasso di positività sale al 3,5%
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Due infermiere avvertono i No Vax: “Quando verranno in ospedale ci vendicheremo”. L’Asl si dissocia
Cronaca / Chiede di fare la chierichetta, ma il parroco dice no: "Solo maschi"
Cronaca / 22 morti e 3.117 casi nell'ultimo giorno: tasso di positività sale al 3,5%
Cronaca / “Ho denunciato il mio ex e rischio di perdere mio figlio”: la distorsione giudiziaria che colpisce le madri
Cronaca / Liliana Segre: "Follia paragonare i vaccini alla Shoah"
Cronaca / Sardegna, il cane pastore rimasto a guardia delle sue pecore in mezzo all'incendio
Cronaca / "Abusi sessuali sugli alunni di scuola media": arrestato bidello di 56 anni a Brescia
Cronaca / Siena, investe e uccide per sbaglio l’amica 16enne: “Distrutta dal dolore, non esce di casa”
Cronaca / Burioni e il tweet sui no vax come sorci: “Era ironico, non lo riscriverei”
Cronaca / L’app per controllare la validità del certificato: ecco come funziona