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Vaccinarsi allena il sistema immunitario contro le infezioni, anche contro il Coronavirus: lo studio

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 11 Set. 2020 alle 09:28 Aggiornato il 11 Set. 2020 alle 09:48
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Vaccinarsi allena il sistema immunitario, anche contro il Coronavirus: studio

Vaccinarsi allena il nostro sistema immunitario a combattere contro tutte le infezioni, anche contro il Coronavirus: a dirlo uno studio, spiegato in un articolo scritto dal professor Alberto Mantovani (Direttore scientifico di Humanitas e professore emerito di Humanitas University) e dal suo collega olandese Mihai Netea, pubblicato sul New England Journal of Medicine. Ciò significa che per rinforzare le difese del nostro organismo contro tutte le infezioni serve “fare le vaccinazioni raccomandate e seguire la formula 0-5-30”, come spiegato nell’articolo. “Come in un allenamento – si legge ancora –  “vaccinarsi può aumentare il tono di base dell’immunità innata”. Sarebbe proprio grazie alle svariate vaccinazioni che si ricevono nei primi anni di vita che i bambini, ad esempio, risultano più protetti contro il Coronavirus.

Il professor Mantovani, uno dei ricercatori italiani più conosciuti nella letteratura scientifica internazionale, ha spiegato meglio il senso del suo articolo in un’intervista concessa al Corriere della Sera. “L’immunità innata – ha spiegato – è la prima linea di difesa del sistema immunitario. Si stima che in più del 90 per cento dei casi in cui combattiamo contro un potenziale patogeno, il problema sia gestito dai meccanismi complessi di questa linea di difesa, che viene chiamata ‘innata’ perché non ha bisogno di aver incontrato un microbo specifico prima. Sono le cellule che danno il segnale di allarme ai direttori dell’orchestra immunologica che chiamiamo linfociti T”.

La seconda linea di difesa, ha detto ancora Mantovani, è invece rappresentata dal sistema immunitario, “che si manifesta con gli anticorpi, è dotato di ‘memoria’, mentre si credeva che l’immunità innata non lo fosse. Le osservazioni che abbiamo fatto hanno mostrato che c’è una qualche forma di memoria anche nell’immunità innata, una memoria che preferiamo chiamare ‘allenamento’, una protezione che non riguarda solamente un virus, ma è più ampia”. Secondo il professore, dunque, i vaccini rafforzano la prima linea di difesa del nostro organismo, anche contro malattie contro cui teoricamente non offrono protezione. “Ci sono molti dati di ricerche e osservazioni cliniche che mostrano che alcuni vaccini danno una protezione, chiamata ‘agnostica’, contro altre malattie. Il vaccino per il quale i dati sono più forti, è quello contro la tubercolosi (BCG), che viene somministrato, ad esempio, anche in alcune aree di Londra: i dati dicono che le persone vaccinate sono protette da altre malattie infettive polmonari, ma non solo da queste”.

Questo però non vuol dire, ha precisato Mantovani, “che ci si debba vaccinare con il vaccino anti-tubercolotico da ora per proteggersi contro il Covid, perché attualmente mancano i risultati completi delle sperimentazioni in corso”. Sul vaccino anti-influenzale (su cui TPI sta conducendo una campagna affinché venga somministrato in massa a tutti i cittadini, o perlomeno venga reso obbligatorio a scuola), Mantovani non si sbilancia: “I dati sono ancora incerti, ma in generale possiamo dire che c’è un motivo in più per vaccinarsi, cioè che molti vaccini costituiscono un buon allenamento generale per la prima linea di difesa del sistema immunitario. Fare i vaccini raccomandati è una delle forme di allenamento del nostro sistema immunitario. E, anche se non ne abbiamo la prova, sospettiamo che sia questo uno dei motivi per cui bambini sono relativamente protetti contro il Covid-19, perché loro sistema immunitario è sottoposto a un allenamento ripetuto dal calendario vaccinale che va avanti fino all’età della pubertà”.

Per quanto riguarda invece la formula “0-5-30”, citata all’inizio dell’articolo, Mantovani ha spiegato: “Zero sta per sigarette, perché il fumo è un pessimo alleato, aumenta lo stato infiammatorio e disorienta il sistema immunitario. Cinque sono le porzioni di frutta e verdura al giorno, perché il loro consumo è associato a protezione nei confronti di molte malattie legate al sistema immunitario. Trenta sono i minuti di moderata attività fisica, perché molti dati mostrano che aiuta le nostre difese”. Per ultimo, Mantovani cita anche il peso: “L’eccesso di grasso e l’obesità in particolare disorientano il nostro sistema immunitario e sono un fattore di rischio morte dimostrato anche nel caso del Coronavirus”.

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