La censura invisibile di TikTok che nasconde i video degli utenti “brutti e poveri”

Di Angelica Pansa
Pubblicato il 17 Mar. 2020 alle 12:52 Aggiornato il 17 Mar. 2020 alle 13:00
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Tiktok censura i post degli utenti "sgradevoli"

La censura invisibile di TikTok che nasconde i video degli utenti “brutti e poveri”

Un’ inchiesta del sito d’informazione The Intercept ha rivelato come TikTok, l’app cinese di condivisione video con centinaia di milioni di utenti in tutto il mondo, censuri i video di utenti poveridisabili o ritenuti troppo brutti per la piattaforma. I documenti interni visionati mostrano inoltre come siano censurati dalla piattaforma anche video che contengono qualsiasi tipo di messaggio politico pericoloso per il regime di Pechino.

The Intercept, piattaforma d’informazione creata e finanziata da Pierre Omidyar, fondatore di eBay, ha rivelato dei documenti interni a TikTok che mostrerebbero come il social network cinese abbia istruito i suoi moderatori a censurare dalla piattaforma video di utenti disabili, poveri o considerati troppo brutti. I documenti mostrano chiaramente le linee guida da seguire per individuare coloro che sono considerati “sgradevoli”, fisicamente, socialmente e politicamente, così da attirare più facilmente nuovi utenti e far crescere il social.

Per chi non lo sapesse, o fosse “troppo vecchio” per conoscerlo, TikTok è una piattaforma social di clip musicali che oggi conta più di 500 milioni di utenti. Aperta nel 2016 è di proprietà di ByteDance, una società con sede a Pechino che gestisce una serie di siti molto popolari e app social; una specie di Facebook cinese. TikTok è molto attento a trasmettere l’immagine di una piattaforma che “valorizza l’espressione di , ispira creatività e porta gioia”. Una mission che stride non poco con gli sforzi dell’azienda di imporre rigidi vincoli ai suoi utenti.

Niente utenti disabili o troppo brutti

Uno dei due documenti rivelati da The Intercept

Secondo uno dei due documenti, i moderatori di TikTok hanno il compito di “bannare” dal social, e nascondere all’algoritmo, utenti con “caratteristiche fisiche e corporee ritenute troppo poco attraenti”. Le linee guida evidenziano in maniera specifica come persone con “anormali forme del corpo, deformità facciali, sorrisi sdentati e disturbi agli occhi” debbano essere visibili il meno possibile sulla piattaforma. Questo include anche utenti che soffrono di “nanismo, obesità” o “persone anziane con troppe rughe“.

In questo stesso documento si arriva perfino a istruire i moderatori nella scansione dell’ambiente circostante: “crepe muri rotti” sono ulteriori elementi di allarme che sottolineano uno stato sociale non gradito sulla piattaforma. Inoltre, i video non devono assolutamente mostrare ambienti come baraccopoli e aree rurali – a meno che quest’ultime non siano “bellissime” – o costruzioni fatiscenti. L’inchiesta di The Intercept non è la prima che dimostri come TikTok è attivamente impegnato nella discriminazione dei suoi utenti, specialmente utenti LGBT, in sovrappeso o con delle disabilità, restringendo artificialmente il loro pubblico e la loro visibilità.

La censura politica di TikTok

Un secondo documento mostra invece come ai moderatori venga chiesto di censurare non solo video di “poveri e brutti” ma anche tutti i live stream che possano contenere qualsiasi tipo di discorso politico. Coloro che danneggiano”l’onore nazionale” con messaggi politici diffamatori nei confronti dei “servitori dello stato” vedranno il loro account essere soppresso o sospeso.

Le attività di censura politica condotte da TikTok sono già state denunciate dal quotidiano inglese The Guardian, che in una sua inchiesta ha evidenziato come qualsiasi menzione agli eventi di piazza Tiananmen alla questione dell’indipendenza Tibetana o al gruppo religioso Falun Gong, oggetto di persecuzione in Cina, siano censurate su TikTok.

“Censura per prevenire il bullismo”

Il portavoce di TikTok, Josh Gartner, ha dichiarato a The Intercept che la maggior parte delle linee guida denunciate nell’inchiesta “o non sono più in uso o in alcuni casi non sono mai state messe in atto“. Per quanto riguarda la politica di soppressione dei video che presentano utenti poco attraenti, disabili o poveri, Gartner ha dichiarato che le regole “rappresentavano un primo tentativo di prevenire il bullismo“. Curioso come un documento presumibilmente finalizzato alla “prevenzione del bullismo” non fa alcun riferimento a quest’ultimo. Le fonti anonime intervistate hanno confermato che entrambi i documenti in questione, e le relative linee guida, erano in uso almeno alla fine del 2019 e che il documento sulle politiche di livestream è stato creato nel 2019.

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