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Home » Cronaca

Tangenti Lombardia, indagato anche il governatore Fontana

Immagine di copertina
Il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana. Credit: FLAVIO LO SCALZO/ANSA

Il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana [qui il profilo], è indagato per abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Dda di Milano che il 7 maggio ha portato agli arresti di 43 persone per tangenti in Lombardia e in Piemonte [qui un riassunto competo della vicenda].

La notizia è stata confermata da fonti qualificate e riportata dall’agenzia stampa Ansa, che specifica che Fontana potrebbe essere interrogato dagli inquirenti nel corso della giornata di oggi, 8 maggio.

La contestazione riguarda la nomina del suo ‘socio di studio’ Luca Marsico a un incarico in Regione Lombardia.

Inizialmente parte offesa, il governatore Fontana è finito successivamente nella lista degli indagati per abuso d’ufficio. Il 7 maggio il procuratore capo Francesco Greco aveva specificato che il presidente di Regione sarebbe stato sentito nelle ore seguenti “non sappiamo ancora in quale veste. Non lo abbiamo interrogato prima perché aspettavamo che venissero eseguire le misure cautelari”.

L’indagine –  Il 7 maggio 43 persone sono state fermate dai carabinieri di Monza e dalla Guardia di Finanza di Varese nell’ambito di un’indagine che vede coinvolti amministratori politici locali della Lombardia e imprenditori.

Secondo l’accusa gli indagati hanno costituito un’associazione di stampo mafioso con l’obiettivo di pilotare gli appalti pubblici.

Tra gli arrestati ci sono anche tre esponenti di Forza Italia: Pietro Tatarella [qui il suo profilo], candidato alle elezioni europee, Fabio Altitonante, sottosegretario del partito di Silvio Berlusconi in Lombardia e Carmine Gorrasi, consigliere comunale e coordinatore Forza Italia a Busto Arsizio.

Al centro delle indagini anche un quarto esponente del partito di centrodestra, Diego Sozzari, deputato e membro della Commissione permanente trasporti, poste e telecomunicazioni: contro di lui è stata avanzata solo la richiesta di arresto, su cui dovrà esprimersi il Parlamento.

Agli arresti è finito anche Daniele D’Alfonso, imprenditore del settore rifiuti e bonifiche ambientali dell’azienda Ecol-Service srl.

L’indagine è coordinata dalla Dda di Milano. Le 43 misure cautelari sono state disposte dal giudice Raffaella Mascarino.

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