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Coronavirus, lo shopping nella Fase 2: “Negozi come showroom. Scegli i vestiti senza toccarli”

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 23 Apr. 2020 alle 20:33 Aggiornato il 23 Apr. 2020 alle 20:37
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Immagine di copertina
Credit: Shen Bohan/Xinhua via ZUMA Wire

Coronavirus, come sarà lo shopping nella fase 2

Il settore della moda è tra quelli che più stanno accusando la crisi economica causata dal blocco sanitario del Coronavirus ma con la graduale riapertura della Fase 2 anche i negozi riapriranno e si tornerà a fare shopping, anche se in un modo totalmente differente.

Niente più tour tra i vestiti appesi alle grucce o pile di magliette scompigliate dai clienti. Secondo quanto dichiara Gabriel Meghnagi, presidente della rete associativa vie di Confcommercio Milano, di Ascobaires e Vittorio Emanuele District intervistato da Leggo, lo shopping nella Fase 2 sarà rigorosamente no touch e a distanza anti-Coronavirus. “Con un solo obiettivo: far ripartire le attività in sicurezza, senza rischiare un’impennata di contagi”, spiega.

“Il personale, con addosso mascherine e guanti, dovrà limitare il contatto umano. Saranno forniti guanti ai clienti sprovvisti, oltre al gel igienizzante per le mani. Noi faremo il possibile per essere accoglienti, anche se il distanziamento ridurrà un po’ la complicità fra commessi e clientela”.

Per quanto riguarda gli ingressi invece Gabriel Meghnagi spiega: “In un negozio di 40 metri quadrati potrà entrare una persona per volta, meglio se non accompagnata. In una boutique, mediamente di 120 metri, potranno accedere non più di tre clienti. Gli altri dovranno attendere, con pazienza, in fila fuori. Ci sarà una commessa per ogni acquirente e il personale in eccesso dovrà spostarsi nel retrobottega”.

I vestiti saranno disposti come negli show room “ovvero un salone di moda dove la gente è incoraggiata a guardare l’intero campionario prima di chiedere la propria taglia”. “La commessa prenderà la misura in magazzino, ancora confezionata, così la clientela proverà un indumento “vergine”. E tutto ciò che sarà indossato e toccato, ma non acquistato, sarà sterilizzato con le macchine a vapore oppure portato in tintoria. Per la pelletteria sarà più semplice: ogni modello di borsa, per esempio, sarà in bella mostra, da poter maneggiare; per le scarpe si fornirà il calzino monouso, perché l’igiene è la prima condizione”, continua il presidente della rete associativa vie di Confcommercio Milano.

La sanificazione avverà anche nei locali: “Sanificheremo prima di riaprire e poi in seguito. Nell’arco della giornata ci sarà la pulizia straordinaria con appositi prodotti di tutte le superfici di contatto. Noi faremo un grande sforzo, ma è fondamentale che anche i cittadini siano responsabili e accorti”.

“Apriamo con lo spirito di far ripartire Milano, ma siamo consapevoli delle difficoltà. Mi auguro, senza gli stranieri in città, un calo di affari non oltre il 25 per cento rispetto a maggio 2019”. E sulla disponibilità a restare aperti fino le 22 come suggerito dal Comune di Milano risponde: “Credo che dalle 10 alle 20 sia sufficiente, ma sarei contento di ricredermi”.

La buona notizia è che ci saranno degli sconti sulla merce: “Coccoleremo i nostri clienti con dei ribassi, magari del 20 per cento, in attesa dei saldi che auspichiamo siano anticipati la prima settimana di giugno, anziché quella di luglio”. “Non abbiamo avuto nemmeno il tempo di mostrare al pubblico la collezione primaverile, avendo chiuso con il decreto dell’11 marzo. Quindi, abbiamo il magazzino pieno di merce, di taglie, di colori”, motiva.

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