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Isola di Ponza, arrivano le “Sentinelle del mare” per i controlli anti contagio Coronavirus

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 8 Giu. 2020 alle 07:39 Aggiornato il 8 Giu. 2020 alle 07:56
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Immagine di copertina
Isola di Ponza. Credit: ANSA/DEL CASTILLO/ARCHIVIO/GID

Coronavirus, le “Sentinelle del Mare”

Si chiamano “Sentinelle del mare” e il loro compito è quello di fare rispettare le regole anti contagio Coronavirus sull’isola di Ponza. Quello che li distingue dai più noti “assistenti civici”, figura a supporto dei cittadini italiani per la Fase 2 ideata dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia, è lo stipendio. Sì, perché le “Sentinelle del mare” non sono semplici volontari, ma sono pagati dal comune grazie all’utilizzo dei fondi della Regione Lazio.

Le “guardie” del mare dell’isola laziale al momento sono soltanto quattro, ma diventeranno sei. Selezionati grazie all’Italpol, l’iniziativa è stato realizzata dalla “Casa dei Ponzesi”. Il delegato al Turismo dell’isola Luigi Pellegrini, in un’intervista a Leggo spiega: “Non potevamo chiedere ai nostri cittadini di lavorare gratis sotto al sole per tutta l’estate in questo momento di difficoltà è giusto proporre lavoro e, allo stesso tempo, aiutare i turisti ad essere informati e guidati sulle regole da rispettare. Avevamo a disposizione questi fondi dalla Regione Lazio e dopo un’attenta analisi su Mepa (il Mercato elettronico della pubblica amministrazione, ndr) abbiamo deciso di lanciare questa iniziativa. Rimandare indietro dei fondi ci sembrava uno spreco”.

Le “Sentinelle del Mare” indossano una divisa composta da camicia azzurra e pantaloncini blu. Portano con sé un tesserino che riporta il loro nome e la foto e girano per Ponza con una cartellina in mano. Non hanno la facoltà di fare multe e non sono delle guardie giurate. “In caso di problemi o disordini si affideranno alle forze dell’ordine avvisandole. La loro unica “arma” sarà il termoscanner per misurare la tamperatura di chi sbarcherà dalle barche specie nei punti di attracco dei tender”, si legge. Pellegrini aggiunge: “Devono informare circa le distanze da avere, per evitare il contagio, danno consigli, informazioni, per evitare assembramenti sono presenti su tutto il tratto, nelle cale, all’arrivo delle navi e nei due punti di attracco dei tender”.

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