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Sea Watch: dove andranno i migranti una volta sbarcati

Di Laura Melissari
Pubblicato il 28 Giu. 2019 alle 13:34 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:32
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Immagine di copertina

Sea Watch redistribuzione migranti | I migranti della Sea Watch sono ancora a bordo della nave, perché non è ancora stato dato l’ok da parte delle autorità italiane.

Qui abbiamo ricostruito tutta la vicenda del caso che sta facendo grande scalpore. Matteo Salvini ha detto di essere pronto a dare l’ordine di sbarco, solo se i migranti saranno redistribuiti tra gli altri paesi europei, e se l’equipaggio sarà arrestato e la nave sequestrata.

No, la capitana della Sea Watch non può essere arrestata come vorrebbe Salvini

Ma a che punto sono i negoziati internazionali per la redistribuzione dei migranti?

“Non posso anticipare nulla ma posso dire che ci sono tre o quattro paesi disponibili alla redistribuzione dei migranti della Sea Watch”, ha detto il premier Giuseppe Conte incontrando i giornalisti a margine del G20 di Osaka, sottolineando che è stata attivata, a livello europeo, la procedura di redistribuzione.

Fonti della Farnesina confermano che a seguito del lavoro svolto, su istruzioni del ministro Enzo Moavero Milanesi, in stretta correlazione con la Commissione europea, Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo e altri stati membri dell’Ue sono disponibili ad accogliere migranti imbarcati sulla nave Sea Watch.

Gli “sforzi di solidarietà” che la Commissione sta “cercando di coordinare”, possono essere attuati “solo se e quando ci sarà lo sbarco”: lo ha detto la portavoce del commissario all’immigrazione Dimitri Avramopoulos.

Anche la Finlandia ha dato la sua disponibilità ad accogliere otto migranti dalla Sea Watch 3, come fanno sapere dall’ufficio del primo ministro, Antti Rinne.

Intanto la Germania si mostra vicina all’Italia. “Anche il governo italiano ha interesse a una soluzione europea del problema dei migranti e lavora al salvataggio di vite umane. Non è utile in questo momento puntare il dito sull’Italia”, ha detto il portavoce del Ministero degli Esteri tedesco Reiner Breul. “Gli Stati non vanno lasciati da soli”.

“La Commissione Ue sta coordinando la vicenda, siamo molto preoccupati ed impegnati in colloqui intensi e confidenziali. Speriamo in una soluzione a breve della vicenda”, ha proseguito, ribadendo la disponibilità, già manifestata da diversi comuni tedeschi, ad accogliere alcuni dei migranti.

Come spiega la Germania, ci sono intensi colloqui con la Commissione Ue per trovare una soluzione a livello europeo. “Si tratta dei confini europei, per questo serve una decisione condivisa e solidale e non solo di uno Stato. Tutti devono fare la propria parte”, ha concluso.

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