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Scuola, il ministro Bianchi: “Maturità 2021, no alla prova scritta: un elaborato da discutere all’orale”

Di Anna Ditta
Pubblicato il 19 Feb. 2021 alle 08:37 Aggiornato il 19 Feb. 2021 alle 14:50
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Immagine di copertina
Patrizio Bianchi, ministro dell'Istruzione. Credits: Ansa

Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi è pronto a firmare l’ordinanza sull’esame di maturità 2021 per gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori. Bianchi (qui il suo profilo) in un’intervista al Corriere della Sera ha annunciato che quest’anno non ci saranno tradizionali prove scritte, ma soltanto l’esame orale.

I maturandi “dovranno preparare un elaborato ampio, personalizzato, sulle materie di indirizzo concordandolo con il consiglio di classe”, ha spiegato il ministro. “Lo discuteranno con la commissione, composta dai loro insegnanti. Da qui comincerà l’orale che si svilupperà poi anche sulle altre discipline”. La maturità inizierà a metà giugno. L’ammissione all’esame di maturità 2021 non sarà automatica, ma “sarà disposta in sede di scrutinio finale, dal consiglio di classe”.

Sul rientro a scuola per gli studenti delle scuole superiori, che attualmente frequentano le lezioni al 50 per cento in aula (ad eccezione delle Regioni rosse) Bianchi dice: “Dobbiamo essere molto cauti perché la sfida del virus è ancora alta”, e aggiunge: “La prima cosa da fare è vaccinare tutti gli insegnanti e il personale, anche i più grandi di età. Solo se loro saranno in sicurezza le scuole saranno sicure anche per i ragazzi e le famiglie”.

Il ministro ha espresso anche le linee guida per il rilancio della scuola dopo la pandemia. “Voglio ripartire dal Sud che è la zona più in difficoltà perché per rilanciare il sistema si comincia da chi ha più problemi, da chi è più debole: non dimentichiamo che in certe zone della Calabria e della Campania uno studente su tre si perde per strada, che in Sicilia solo il 5 per cento dei bambini va al nido”, ha dichiarato Bianchi.

Per quanto riguarda il nuovo anno scolastico a settembre, Bianchi sottolinea che ne discuterà con le Regioni. “Da ministro”, ha aggiunto, “voglio però che la macchina scolastica sia pronta per l’inizio delle lezioni, qualunque decisione prenderemo”. Sulla riforma della scuola, a proposito della quale Bianchi aveva pubblicato un libro con le sue idee a ottobre, il ministro dice che sarà da delineare “quella dell’istruzione tecnica, dagli istituti professionali agli Its di cui dobbiamo ridisegnare i percorsi”. Quanto all’ipotesi di accorciare il liceo a 4 anni, “è una questione di cui si può discutere, ma non è la priorità”.

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