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Home » Cronaca

Migranti, Salvini firma la direttiva per fermare la Mare Jonio

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Acque territoriali chiuse anche alle navi italiane: questi gli effetti della terza direttiva firmata dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che va a colpire direttamente la Mare Jonio.

La nave della Ong batte infatti bandiera italiana e ha più volte fatto rotta verso i porti siciliani dopo aver soccorso nel Mediterraneo imbarcazioni di migranti in difficoltà.

Secondo la direttiva del Viminale anticipata da Repubblica, viene dato ordine ai comandanti delle forze di polizia, della Guardia costiera e della Marina “di vigilare affinché il comandante e la proprietà della Mare Jonio si attengano alle vigenti normative nazionali ed internazionali in materia di coordinamento delle attività di soccorso in mare e di idoneità tecnica dei mezzi impiegati; rispettino le prerogative di coordinamento delle autorità straniere legittimamente titolate ai sensi della vigente normativa internazionale al coordinamento delle operazioni di soccorso in mare nelle proprie acque di responsabilità dichiarate e non contestate dai paesi costieri limitrofi e non reiterino condotte in contrasto con la vigente normativa”.

In sintesi, il Viminale ha stabilito che se una nave italiana – più esplicitamente la Mare Jonio – dovesse operare un soccorso coordinato dall’autorità Sar competente in acque non italiane non potrà cercare approdo nei porti dell’Italia.

La direttiva è stata firmata nel momento in cui le violenze in Libia hanno fatto aumentare l’allarme terrorismo.

Il premier libico al Serraj ha infatti avvertito il Governo giallo-verde che nel paese ci sono “800mila migranti pronti ad arrivare in Italia” e che tra loro ci sono criminali e jihadisti.

Guerra in Libia: perché si combatte, chi sta con chi e come siamo arrivati fin qui

La risposta di Mediterranea – “La direttiva dice che rischiamo di favorire l’ingresso di pericolosi terroristi. Auspichiamo che, una volta sbarcate nel porto più sicuro le persone eventualmente soccorse, questo governo sia in grado di effettuare tutte le indagini necessarie a garantire la sicurezza pubblica, ricordando però che i terroristi solitamente non viaggiano su barche che in un caso su tre affondano, ma hanno ben altri mezzi per spostarsi”.

Questo il messaggio rilasciato da Mediterranea Saving Mediterranea, la rete delle associazioni italiane.

“La direttiva appare scritta come se il governo vivesse in un mondo parallelo. Nessun accenno alla guerra che infiamma la Libia e ai corrispondenti obblighi internazionali, o alle migliaia e migliaia di persone torturate negli ultimi anni in quel Paese, né a quelle annegate nel Mediterraneo centrale (in proporzione in numero sempre crescente, 2.100 nel solo 2018) in fondo al mare. Forse dovrebbero parlarsi tra ministeri: la ministra della Difesa italiana ha appena affermato infatti che ‘con la guerra non avremmo migranti ma rifugiati e i rifugiati si accolgono'”.

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