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Libia, al-Serraj avverte: “800mila migranti pronti a invadere l’Italia”

Immagine di copertina
Il premier libico Fayez al Serraj. Credit: ALEX HALADA/APA/AFP

In un’intervista rilasciata a Repubblica e Corriere della Sera, il premier del Governo di accordo nazionale della Libia, Fayez al Serraj, avverte l’Italia.

Guerra in Libia: perché si combatte, chi sta con chi e come siamo arrivati fin qui

“Ci sono 800mila migranti e libici pronti a invadere l’Italia e l’Europa”, alcuni dei quali sono criminali e jihadisti legati all’Isis, che sta riprendendo vigore nella regione.

Secondo i dati dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, circa 3mila migranti sono ancora nei centri di detenzione sparsi sul territorio libico, mentre altre 18mila persone sono state costrette a lasciare le loro abitazioni.

Nell’intervista, il premier libico ha anche ringraziato il Governo italiano per l’impegno profuso nel cercare di risolvere la crisi libica e per aver mantenuto operativa l’ambasciata a Tripoli.

“Noi ci auguriamo che la comunità internazionale operi al più presto per la salvezza dei civili. Haftar dice che sta attaccando i terroristi ma qui ci sono solo civili. Domenica in realtà avrebbe dovuto iniziare la conferenza nazionale libica e invece l’azione di Haftar ha bloccato l’incontro”.

“Siamo di fronte a un’aggressione che potrà diffondere il suo cancro in tutto il Mediterraneo”, ha proseguito al Serraj. “C’è bisogno che Roma e l’Ue siano unite e ferme nel bloccare la guerra di aggressione di Haftar, che ha tradito la Libia e la comunità internazionale”.

Contro il maresciallo si è scagliato anche l’inviato speciale dell’Onu per la Libia, Ghassam Salamè: “Khalifa Haftar non sta compiendo un’operazione anti-terrorismo, ma un colpo di Stato”.

La guerra in Libia e gli interessi dell’Italia: l’analisi
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