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Vaccino, presentati i risultati della fase 1 dell’italiano ReiThera: “È sicuro e basta una dose”

Anticorpi per il 92,5% dei vaccinati, picco di immunità a 4 settimane. Arcuri: "Proviamo a raggiungere l'indipendenza sui vaccini"

Di Anna Ditta
Pubblicato il 5 Gen. 2021 alle 13:11
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Immagine di copertina
V-day in Italia. Credit: Ansa

L’Italia potrebbe avere presto un’arma in più per combattere contro il Covid-19: un vaccino italiano, prodotto da ReiThera, azienda di biotecnologia che ha sede a Castel Romano, vicino la Capitale. I risultati della fase 1 della sperimentazione del vaccino “GRAd-CoV2” sono stati presentati questa mattina all’Istituto Spallanzani di Roma, durante una conferenza stampa. Il presidente del Consiglio superiore di Sanità (Css) Franco Locatelli ha parlato di “risultati più che promettenti”.

Secondo quanto dichiarato da Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani, “il 92,5 per cento dei vaccinati ha avuto livello di anticorpi rilevabili” contro il virus. Il vaccino, che verrà somministrato in una singola iniezione intramuscolare, usa come vettore l’adenovirus e rimane stabile a una temperatura compresa tra 2 e 8 gradi.

“Puntiamo a sviluppare 100 milioni di dosi di vaccino per anno”, ha dichiarato Antonella Folgore, presidente dell’azienda Reithera. Per chiudere la seconda e la terza fase della sperimentazione serviranno tuttavia ancora alcuni mesi, per cui l’approvazione dovrebbe arrivare non prima dell’estate.

I risultati della fase 1

I risultati della prima fase della sperimentazione del vaccino GRAd-CoV2 di ReiThera, iniziata lo scorso agosto, sono stati presentati da Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani. “Il percorso del vaccino italiano è iniziato allo Spallanzani il 24 agosto ed è proseguito con riunioni che si sono tenute tutte le settimane”, ha spiegato Ippolito. “Abbiamo arruolato 100 persone e 45 sono state vaccinate con dosi diverse. Tutti sono arrivati alla fine per la valutazione di sicurezza. Il vaccino non ha avuto alcun avvento avverso grave nei primi 28 giorni dalla vaccinazioni, un risultato migliore rispetto a Moderna e Pfizer che hanno avuto effetti indesiderati”.

L’esperto ha spiegato che “il picco di produzione di anticorpi a 4 settimane resta costante ed il vaccino è ad una sola dose“. In sintesi, in questa fase 1 il vaccino Reithera “ha dimostrato di essere sicuro, di avere capacità di indurre risposta immunitaria degli adulti e la risposta è simile a quella di altri vaccini con due dosi. Il 92,5 per cento dei vaccinati ha avuto livello di anticorpi rilevabili e con una singola dose abbiamo risultati in linea con Moderna e Pfizer. Ci aspettiamo la capacita del vaccino di prevenire la malattia sostanzialmente come gli altri vaccini”. I livelli di anticorpi, ha aggiunto Ippolito, “sono coerenti con uno schema di somministrazione singola e verosimilmente potranno aumentare con altre dosi. Ora ci aspetta la fase 2 per la quale è necessario l’impegno dello Stato”.

Cosa implica il vaccino di Reithera per l’Italia

Il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri ha dichiarato che con il vaccino Reithera “l’Italia prova a dipendere il meno possibile degli altri”. “Da una parte”, ha spiegato il commissario in conferenza allo Spallanzani, “proviamo a raggiungere l’indipendenza sui vaccini e dall’altra lasciamo a chi verrà dopo una capacità di ricerca che prima il Paese non aveva”.

“Il governo ha destinato risorse sufficienti a finanziare lo sviluppo successivo della sperimentazione di ReiThera”, ha dichiarato Arcuri. Tramite una società pubblica, il governo “entrerà in ReiThera anche con una operazione di equity, e i contratti di sviluppo serviranno a finanziare la ricerca e una stabilizzazione incrementale della produzione”.

Quanto tempo occorrerà per l’approvazione

Il direttore scientifico dello Spallanzani Ippolito ha spiegato che il protocollo per l’approvazione del vaccino sarà sottoposto alle agenzie regolatorie “in tempi brevi”. L’ipotesi “è di chiudere fase 3 entro l’estate”, ha spiegato. Successivamente, sarà l’Agenzia europea dei medicinali (Ema) a decidere sull’approvazione.

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