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Inchiesta sui viadotti, la Procura chiude l’autostrada A26. Toti: “Sono stupefatto, Genova è tornata agli anni ’30”

Di Donato De Sena
Pubblicato il 25 Nov. 2019 alle 23:08 Aggiornato il 25 Nov. 2019 alle 23:14
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Immagine di copertina
Un tratto dell'autostrada A26 e il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti

La Procura di Genova chiude l’autostrada A26

La procura di Genova, a causa dello stato di ammaloramento dei viadotti Fado Nord e Pecetti Sud, questa sera, lunedì 25 novembre, ha disposto la chiusura del tratto autostradale della A26 compreso tra l’allacciamento con l’autostrada A10 e lo svincolo di Masone. Questo pomeriggio lo stesso procuratore capo di Genova Francesco Cozzi ha convocato il direttore del primo tronco che gestisce la rete autostradale ligure per comunicare la decisione di chiudere il tratto.

L’autostrada A26 collega Genova ad Alessandria fino a Gravellona Toce nella provincia di Verbania Cusio Ossola.

Pecetti era finito nell’inchiesta sui falsi report autostradali, l’inchiesta bis nata dopo il crollo del ponte Morandi. Secondo la procura, Aspi e Spea, la società che si occupava di manutenzione e monitoraggi, avrebbero edulcorato lo stato reale dei viadotti per risparmiare sui costi e per non “spaventare” gli investitori. A settembre per nove persone la procura aveva chiesto e ottenuto misure tra arresti domiciliari e interdittive, tra dirigenti e tecnici di Autostrade e Spea.

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Nelle scorse settimane la procura di Genova aveva ottenuto anche l’interdittiva per 11 persone, tra cui l’ex amministratore delegato di Spea, Antonino Galatà, per gli omessi controlli nei cassoni dei viadotti Bisagno e Veilino. Sono in totale più di venti le persone indagate per falso in questo filone di indagine e oltre 15 i viadotti finiti nel mirino dei pm.

Il procuratore Cozzi oggi ha dichiarato: “La procura ha riscontrato gravi ammaloramenti e abbiamo segnalato criticità sul ponte Fado in direzione Alessandria e sul Pecetti direzione Genova Ventimiglia sulla A26. Rappresentanti di Aspi hanno preso atto e sono intervenuti”. E ancora: “La procura attende verifiche di sicurezza condotte dalla società concessionaria secondo le norme di legge”.

Toti: “Sono stupefatto, la Liguria è isolata, Genova è tornata agli anni 30”

Non si è fatto attendere un commento del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. “Si resta stupefatti ad apprendere di certi provvedimenti così drastici dopo un anno e quattro mesi dal crollo del Ponte Morandi. Che fine hanno fatto i periti e i tecnici del ministero?”, ha detto il governatore. “La Liguria è isolata – ha aggiunto – con la A6 chiusa, la A26 chiusa e le limitazioni alla A7. Voglio sapere cosa farà il governo”.

E ancora: “Genova ora è isolata, siamo tornati agli anni ’30. Va bene il provvedimento per la sicurezza dei cittadini, ma il governo deve pensare anche all’economia di una città, deve garantire gli spostamenti e il primo sistema portuale italiano che ora è irraggiungibile. Spero che si chiarisca tutto questo”. “Genova – ha proseguito Toti – ha fatto molto da dopo il crollo del Ponte Morandi, mi chiedo cosa hanno fatto gli altri oltre a parlare della revoca delle concessioni”.

“La situazione è difficile ma al primo posto viene la sicurezza dei cittadini ma bisognava aspettare un anno e quattro mesi dal crollo del Ponte Morandi? Voglio saper dal governo che cosa sta facendo non sulla A26 ma su tutte le infrastrutture della Liguria”.

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