Pisa, scoperto per la prima volta il Coronavirus nel liquido addominale di un paziente positivo

La scoperta apre nuovi scenari sulle vie di diffusione del virus e sui rischi di contagio ad esso collegati

Di Anna Ditta
Pubblicato il 6 Mag. 2020 alle 15:33
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Credits: Ansa/Andrea Canali

Pisa, scoperto per la prima volta il Coronavirus nel liquido addominale di un paziente positivo

Il genoma del Coronavirus è stato individuato per la prima volta nel liquido peritoneale, un liquido prodotto nella cavità addominale di un paziente positivo. La scoperta è avvenuta ad opera dei medici dell’azienda ospedaliero-universitaria di Pisa e risulta la prima di questo tipo al mondo, in base ai dati di letteratura ad ora pubblicati. I medici hanno identificato il genoma del virus Sars-Cov-2 in un campione di liquido peritoneale, prelevato durante un intervento chirurgico per patologia addominale acuta non perforativa su un paziente affetto da sintomi respiratori per infezione da Coronavirus.

“La nostra scoperta del virus nel liquido peritoneale del paziente pone sostanzialmente tre interrogativi tutti meritevoli di ulteriori approfondimenti scientifici”, ha spiegato il chirurgo Massimo Chiarugi, citato da Repubblica. “Comprendere come il virus abbia raggiunto la cavità peritoneale, qual è il significato clinico di averlo trovato in quella sede e attrezzare gli operatori sanitari con la massima protezione anche per la chirurgia addominale”.

Il report del caso è in corso pubblicazione sulla rivista scientifica Annals of Surgery per l’interesse che riveste in relazione alle vie di diffusione, eliminazione del virus e rischi di contaminazione, tutti argomenti oggetto di grande attenzione da parte della comunità scientifica internazionale. Il team che ha compiuto la scoperta è composto dai ricercatori e medici delle strutture di Chirurgia d’urgenza (Federico Coccolini, Dario Tartaglia, Adolfo Puglisi e Massimo Chiarugi), Virologia (Mauro Pistello), Microbiologia batteriologica (Cesira Giordano) e Medicina d’urgenza e Pronto soccorso dell’Aoup (Marianna Lodato).

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