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Omicidio Willy, la difesa di Gabriele Bianchi: “Non l’ho toccato, non saprei proprio come è fatto”

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“Willy? Io non saprei proprio come è fatto, se dovessi descriverlo. L’ho visto solo in tv quando sono state dette quelle cose brutte sul mio conto e su quello di mio fratello”. “Il ragazzo, Willy, non è assolutamente caduto a terra, non ha avuto traumi”. Si contraddicono, non sanno i nomi delle persone con cui erano usciti, non sanno quanta gente sia intervenuta nella rissa: le dichiarazioni dei fratelli Bianchi, e di Gabriele in particolare, fanno emergere una linea difensiva basata su un non coinvolgimento diretto nel pestaggio di Willy Monteiro Duarte, il giovane capoverdiano di 21 anni ucciso a Colleferro lo scorso 6 settembre.

La ricostruzione di Gabriele Bianchi è confusa: non soltanto non c’è chiarezza sulle modalità con cui si sarebbe svolta la lite, ma anche sulle ore immediatamente precedenti all’intervento davanti al locale di Colleferro. Se ci si dovesse basare sulle testimonianze rese al giudice, nessuno tra Marco e Gabriele Bianchi, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia avrebbe ucciso Willy quella sera.

Gabriele, all’inizio dell’interrogatorio, aveva cercato di negare al giudice il fatto che prima di intervenire sulla rissa lui, il fratello e tre amici stessero facendo sesso con tre ragazze. “Io ce tengo veramente alla mia donna “, si giustifica riferendosi alla compagna che aspetta un bambino. E, in un verbale il 26enne chiede scusa per l’unica responsabilità che ammette: ” Una spinta fortissima ” a Emanuele Cenciarelli, amico della vittima.

“Ho sbagliato al cento per cento, ma io non vedo l’ora di rivederlo sto ragazzo e chiedergli scusa”. Suo fratello minore, Marco, ammette invece di avere spinto la vittima. Alla spinta, però, incalzato dal giudice e dal pm, aggiunge un calcio. “Ho dato solo una spinta, con il calcio, sicuramente il calcio l’ho preso qua alle gambe, ma non al torace direttamente un calcio pieno, assolutamente io, essendo che ero agitato per i miei amici, non sapevo che cosa era successo, ho dato tipo, talmente tanta gente… c’erano delle mani….io ho dato tipo boom, solo la spinta”.

Ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato oggi su proposta del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, il decreto di conferimento della medaglia d’oro al Valor Civile alla memoria di Willy. Il capo dello Stato ha anche conferito la medaglia d’oro al Merito civile alla memoria di Don Roberto Malgesini. Lo rende noto un comunicato del Quirinale.

Tutti gli approfondimenti di TPI sull’aggressione di Colleferro: 1. LA CRONACA: 21enne interviene per difendere un amico: massacrato a morte dal branco / 2. LA RICOSTRUZIONE: “Vi prego basta, non respiro più, così è morto Willy / 3. LA BIO: “Sognava di diventare come Totti”: chi era Willy / 4. I PROFILI: Dal culto per le arti marziali ai precedenti per spaccio: chi sono gli aggressori di Willy Monteiro / 5. Sognava di diventare come Totti”: chi era Willy Monteiro

6. IL DETTAGLIO: Uno degli aggressori di Willy Monteiro insegnava arti marziali ai bambini / 7. LE OPINIONI: Se a uccidere un bianco fossero stati 4 neri sarebbe scoppiato il finimondo (di G. Cavalli) / 8. Quel gesto vigliacco e codardo: infierire sul corpo di Willy quando era già in terra (di Lara Tomasetta) / 9. LA TESTIMONIANZA: “Per noi era come un figlio, sarebbe diventato un bravo chef”: parla il direttore dell’hotel dove lavorava Willy

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