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Roma, spunta un McDonald’s a fianco delle Terme di Caracalla (patrimonio Unesco). Ma “non è colpa di nessuno”

Di Madi Ferrucci
Pubblicato il 26 Lug. 2019 alle 20:01 Aggiornato il 10 Gen. 2020 alle 20:22
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Immagine di copertina

Roma, McDonald’s apre vicino alle Terme di Caracalla ma nessuno è “colpevole”

All’interno dello storico vivaio Eurogarden di Via Baccelli, vicino alle Terme di Caracalla a Roma, sarà costruito un McDonald’s. Le Terme di Caracalla sono un patrimonio Unesco, dal viale omonimo e da Via Antonina si accede al grande vivaio poco distante dalle Mura Aureliane, nel cuore della Roma antica.

I consiglieri del Municipio I di Roma, una delle quindici zone in cui è suddivisa la città, sono venuti a sapere del progetto solo il 24 luglio, durante una Commissione ai lavori pubblici e ambiente del Consiglio. Alcuni di loro non hanno apprezzato l’idea di un McDonald’s in una zona verde circondata da bellezze archeologiche e hanno chiesto di vederci chiaro. Martedì 30 luglio ci sarà una nuova commissione per chiarire le valutazioni che hanno portato al via libera ai lavori.

Il progetto è stato proposto dalla società Mc Donald’s development Italy nel 2015 ed è approdato negli uffici tecnici del Municipio I ad ottobre 2018. La soprintendenza ha dato parere favorevole. Secondo la consigliera municipale Flavia De Gregorio di “Roma Torna Roma” l’iter della procedura è sorprendente: “Com’è possibile che su una cosa di impatto così forte McDonald’s non abbia ricevuto l’alt?”, chiede.

Anche il consigliere di Sinistra per Roma Adriano Labbucci dice di essere perplesso: “Quella è una zona che si trova sotto le Terme di Caracalla, un luogo da proteggere, come può essere che con una semplice Scia sia passato tutto sotto silenzio? Noi non ne sapevamo nulla”, dichiara a TPI.

Le dichiarazioni della Soprintendenza

La Scia è una semplice segnalazione con cui l’azienda comunica all’amministrazione competente l’inizio dell’attività, a quel punto le amministrazioni hanno 60 giorni per fare controlli e decidere se chiedere variazioni. TPI ha contattato la soprintendenza speciale di Roma competente di quell’area per fare chiarezza. Fonti della Soprintendenza hanno precisato che “quella zona non è stata inserita nel Piano territoriale paesaggistico regionale (Ptpr) e non è quindi tutelata da vincoli paesaggistici”.

“Tecnicamente lì non si è costruito nulla di nuovo – spiega la Soprintendenza- ma si è richiesto un cambio di destinazione d’uso, su cui sono competenti le amministrazioni locali, il Comune e il Municipio. Si passa infatti da una zona dedicata alla vendita di piante a una zona dedicata alla ristorazione”.

Per quale motivo non sia stata sottoposta a vincoli bisognerebbe chiederlo alla Regione.

Abbiamo inoltre chiesto alla Soprintendenza se ci sono forme di controllo per gli edifici commerciali con vincoli di tutela, e la risposta è stata che “in casi rari e particolari ci si può appellare al decoro”.

Il progetto del Mcdonald’s di Roma

Il ristorante occuperà 800 metri quadrati, la zona sarà organizzata in un’area interna ed una esterna per un totale di 250 posti a sedere. Altri 180 metri quadrati diventeranno invece una serra indoor.

McDonald’s ha proposto la bonifica dei tetti di amianto dello stabile e un cambiamento della disposizione del giardino. McDonald’s infatti non aumenterebbe le cubature ma cambierebbe soltanto l’uso di alcuni manufatti del vivaio.

Il rimpallo di responsabilità

Da parte sua la sindaca Virginia Raggi, responsabile del Comune, ha dichiarato che “era all’oscuro di tutto” e se l’è presa con la presidente del Municipio Sabrina Alfonsi, in quota Pd. Ma la Alfonsi come riporta Repubblica ha risposto che “il municipio non ha possibilità di sospendere i progetti che stanno nell’alveo delle leggi regionali o nazionali”.

Il Pd a sua volta tramite i deputati Michele Anzaldi e Luciano Nobili ha presentato un’ interrogazione parlamentare al ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli e ha chiesto al governo di verificare la compatibilità tra il fast food e l’area di pregio storico, patrimonio dell’Unesco.

Ricapitolando: sugli esercizi commerciali deciderebbero gli enti locali, salvo problemi di decoro, mentre il paesaggio spetta alla Regione. Il Comune chiede conto al Municipio e la presidente del Municipio dice che la responsabilità è degli enti nazionali e regionali.

L’unica cosa certa è che il progetto è stato redatto oltre quattro anni fa e i lavori sono già iniziati da alcuni mesi senza incappare in particolari ostacoli. Si attende adesso la discussione della Commissione lavori al Municipio I che si terrà il prossimo 30 luglio.

Negli anni altri McDonald’s sono stati oggetto di contestazioni. A settembre 2016 il fast-food ha aperto i battenti vicino a piazza Navona, celebre per le imponenti fontane barocche del Bernini, e ancora nel gennaio 2017 è spuntato un altro McDonald’s vicino a San Pietro, nel Rione Borgo Pio. Per quest’ultimo si mobilitarono anche i parlamentari Roberto Morassaut e Sefano Fassina che a dicembre 2016 lanciarono (invano) un appello per fermare i lavori.

> Roma, alle Terme di Caracalla pronto ad aprire un McDonald’s: è bufera

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