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Caos vaccini in Lombardia: sistema in tilt, la Regione non invia le convocazioni. E le dosi rischiano di andare sprecate

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 22 Mar. 2021 alle 12:30 Aggiornato il 22 Mar. 2021 alle 18:40
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Immagine di copertina
Il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana. Credit: ANSA/Mourad Balti Touati

Caos vaccini in Lombardia: in tilt il sistema di Aria spa

La campagna di vaccinazione contro il Covid-19 in Lombardia sta registrando seri intoppi organizzativi. Aria, società partecipata al 100% dalla Regione, sta avendo problemi con le convocazioni delle persone da vaccinare: in alcuni casi è successo che ne abbia chiamato più del dovuto, generando code e assembramenti nei pressi dei centri vaccinali, in altri è capitato che centinaia di messaggi di convocazione non giungessero ai destinatari, con la conseguenza che medici e infermieri si sono ritrovati con la siringa ma senza nessuno a cui somministrare il vaccino.

Forti critiche stanno arrivando non solo dall’opposizione in Regione Lombardia, ma anche dagli stessi vertici del Pirellone. L’11 marzo il coordinatore lombardo del piano vaccini, Guido Bertolaso, aveva parlato di “vergogna” denunciando la “coda degli anziani fuori dal centro vaccinale di Niguarda (Milano, ndr) per gli errori di Aria che manda 900 convocazioni al posto delle 600 previste”. Ieri, domenica 21 marzo, la vicepresidente della Regione e assessore al Welfare, Letizia Moratti, ha definito “inaccettabile” la “inadeguatezza di Aria, incapace di gestire le prenotazioni in modo decente”.

Entro la fine di questa settimana la gestione delle convocazioni verrà tolta ad Aria e affidata – come già avviene in cinque Regioni – a Poste Italiane. E il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ha annunciato l’azzeramento dei vertici della sua partecipata.

Cosa è successo

La situazione si è fatta particolarmente confusionaria durante il weekend del 20-21 marzo nel triangolo Como-Monza-Cremona. Aria aveva il compito di convocare tramite sms le persone da vaccinare, ma centinaia di messaggi – pare per un problema tecnico – non sono giunti a destinazione.

Secondo la ricostruzione del Corriere della Sera, sabato 20 marzo all’hub vaccinale di Cremona erano attese 500 persone, ma nell’arco della mattinata si sono presentati in una sessantina. Solo grazie a una serie di telefonate e al passaparola è stato possibile evitare che le dosi venissero sprecate: a fine giornata i vaccinati sono stati 1.100.

Situazione identica all’ospedale di Como, dove il personale sanitario era pronto a vaccinare 700 persone e invece se ne è viste arrivare meno di venti. E anche a Monza gran parte delle 400 convocazioni previste non sono mai partite.

A Cremona la giornata di caos si è ripetuta domenica 21 marzo: su 600 prenotazioni da gestire, solo 58 sono giunte a destinazione. Secondo il Corriere della Sera, in due il sistema regionale di Aria “ha inviato 160 messaggi sui circa 8mila anziani in attesa di essere chiamati”.

La spiegazione di Aria

Lorenzo Gubian, direttore generale di Aria, ha spiegato: “A Cremona il problema ha riguardato gli over 80. È il centro vaccinale più grande della zona e sta esaurendo gli anziani del suo bacino di utenza. Chi è ancora in lista o ha già un appuntamento in un altro polo, o ha chiesto la vaccinazione a domicilio. Per riempire le agende ora abbiamo deciso di richiamare chi è stato convocato nei giorni scorsi ma non s’è presentato”. A Monza e Como, invece, “le prenotazioni passano tramite il Cup dell’ospedale, che a Como è andato a singhiozzo negli ultimi due giorni. Per questo non siamo riusciti a completare i calendari”.

Cos’è Aria spa

Aria spa, società partecipata al 100% da Regione Lombardia, è acronimo di Agenzia regionale per l’Innovazione e gli Acquisti. Fu istituita nel 2019 per volere del governatore Attilio Fontana e dell’assessore alle Partecipate Davide Caparini, che decisero di fondere in un’unica mega-azienda le tre società regionali Arca Lombardia, Infrastrutture Lombardia e Lombardia Informatica. Obiettivo: razionalizzare e risparmiare. Le tre società precedenti, infatti, negli anni erano finite al centro di alcuni scandali su spreco di denaro pubblico.

La costituzione di Aria fu approvata dal Consiglio regionale lombardo con 5 voti a favore, 28 astenuti e 1 contrario. Pd e M5S – pur favorevoli alla razionalizzazione delle partecipate – si astennero sottolinearono “l’approssimazione” con la quale veniva “affrontata la fusione delle tre società strategiche”.

Aria conta 600 dipendenti. Presidente è Francesco Ferri, già numero uno di Lombardia Informatica. Direttore generale è il friulano Lorenzo Gubian, proveniente dalla Regione Veneto: Gubian è in carica dall’ottobre 2020, dopo che il suo predecessore, Filippo Bongiovanni, si è dimesso perché indagato nell’ambito dello scandalo Camici Lombardi.

Aria nel caos

Prima del caos sulle vaccinazioni, infatti, Aria era già finita al centro delle cronache – a giugno 2020 – per la contestata fornitura/donazione da 75.000 camici e 7.000 set sanitari da parte della Dama spa, il cui titolare è Andrea Dini, cognato del governatore Fontana. Sulla vicenda sta indagando la Procura di Milano.

Nell’autunno 2020, poi, Aria è tornata a far parlare di sé per la gestione dei bandi di gara per aggiudicarsi i vaccini contro l’influenza. La società della Regione ha lanciato 13 gare, alcune delle quali hanno generato ritardi nella fornitura delle fiale e acquisti di vaccini a prezzi ampiamente sopra la quotazione di mercato [Leggi anche: Esclusivo TPI: Regione Lombardia ha appaltato (con accordo di pagamento anticipato) 400mila dosi di vaccino antinfluenzale a un’azienda priva del bollino Anac].

Bertolaso e il piano vaccini della Lombardia

Nel febbraio 2021 la Regione Lombardi ha nominato Guido Bertolaso coordinatore del piano vaccini. Bertolaso ha elaborato un programma in base al quale – se le dosi arriveranno per tempo  – entro giugno tutta la regione sarà vaccinata.

Nel momento in cui scriviamo in Lombardia sono state vaccinate 1,2 milioni di persone a fronte di 1,5 milioni di dosi consegnate. La Regione è al 78% di copertura ma restano ancora da vaccinare ancora 8,5 milioni di cittadini.

Sulla confusione sulle convocazioni gestite da Aria è intervento anche il leader della Lega, Matteo Salvini: “Ho sentito Bertolaso, Fontana e la Moratti”, ha dichiarato Salvini. “Non sono più ammesse incertezze. Dobbiamo correre, ma in tutta Italia. Se qualcuno ha sbagliato, ha rallentato o non ha capito, paga, viene licenziato e cambia mestiere, come accade in qualsiasi impresa privata”.

Leggi anche: Prenotazioni vaccini, il sistema va in tilt e Regione Lombardia se la prende con se stessa (di L. Zacchetti)

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