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Prenotazioni vaccini, il sistema va in tilt e Regione Lombardia se la prende con se stessa

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L'assessore alla Sanità e vicepresidente della Regione Lombardia Letizia Moratti (S) con il presidente della regione Attilio Fontana durante il consiglio regionale. Credits: ANSA / MATTEO BAZZI

Anche Letizia Moratti attacca Aria: se la situazione è così grave, meglio il commissariamento

La storia infinita della gestione del Covid-19 in Lombardia continua a riservare sorprese, purtroppo non positive. Il suo ultimo capitolo vede la Vicepresidente della Regione Letizia Moratti, subentrata a Giulio Gallera nel ruolo di assessore al Welfare, definire “inadeguata” Aria (l’azienda per gli acquisti della Regione Lombardia) ed attribuirle le colpe dei problemi con i vaccini!

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Uno strappo istituzionale notevole, che oltretutto segue di pochi giorni l’analogo attacco di Guido Bertolaso: chiamato da Regione Lombardia proprio per gestire la campagna vaccinale, aveva dato ad Aria la colpa delle lunghe code davanti all’ospedale Niguarda di Milano.

Ovviamente non è da escludere che qualche problema effettivamente ci sia, visto che in passato abbiamo riportato dei numerosi inciampi nei bandi per acquistare i vaccini. Tuttavia, se due figure apicali di Regione Lombardia picchiano così duramente sull’immagine di un’azienda che il loro ente controlla al 100%, ci sono solo due possibili vie d’uscita: o prendono provvedimenti durissimi contro i responsabili delle presunte “inadeguatezze” e cambiano la catena di comando di Aria, o altrimenti dovrebbero essere loro ad andarsene, per segnalare all’opinione pubblica la gravità di una situazione che non riescono a raddrizzare.

Tertium non datur? Personalmente trovo assai improbabile che dopo attacchi pubblici così duri ci si sieda intorno a un tavolo per fare la pace ed entrare nel merito di ciò che non sta funzionando. Se non ci si è riusciti fino ad oggi, è complicato che possa accadere.

Infatti, nella giornata di ieri si è verificato un altro episodio surreale all’hub vaccinale di Cremona Fiere, dove c’erano 550 dosi pronte per l’inoculazione, ma nessuno in coda a riceverle. La stessa cosa si era verificata venerdì, a causa del mancato invio degli sms di convocazione per gli anziani che avevano diritto a essere vaccinati. Lo stesso problema si è verificato con gli insegnanti, alla ripresa delle vaccinazioni con AstraZeneca: il disfunzionamento degli sms ha ulteriormente rallentato tutto.

Colpa di Aria? È da verificare: il 25 marzo ci sarà l’audizione dell’Azienda nella Commissione Bilancio di Regione Lombardia, su richiesta del PD. Vedremo come Aria risponderà alle durissime critiche di Moratti e Bertolaso e se eventualmente evidenzierà mancanze da parte di altri.

Si può però già dire che il palleggiamento di responsabilità ha davvero stancato i cittadini, che pretendono di ricevere l’assistenza sanitaria per la quale pagano le tasse.

A un anno di distanza dall’inizio della pandemia di Covid-19, la situazione è ancora ben lontana dall’essere sotto controllo. Ma quest’anno non c’è Gallera, che – come abbiamo scritto più volte – ha certamente sbagliato molto, ma non poteva essere l’unico problema della sanità lombarda. Una sanità che, se non riesce a uscire da questo tunnel, andrebbe commissariata. Oggi come già un anno fa. Intanto il tempo passa e i numeri salgono.

Leggi anche: Ecco che fine fanno i vaccini avanzati a causa di chi non si presenta (di Clarissa Valia e Veronica Di Benedetto Montaccini)

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