Banner donazione
Ultimo aggiornamento ore 21:55
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Cronaca

Concepito un anno dopo la morte del padre: l’incredibile caso della fecondazione post mortem

Immagine di copertina

Si tratta del terzo caso di fecondazione post mortem in Italia. A riportarlo è Nuovo Quotidiano di Puglia e ne è protagonista una donna originaria della provincia di Lecce, che ha intrapreso una battaglia giudiziaria per restare incinta del marito deceduto quest’anno a causa di un tumore.

Nel 2015, la coppia aveva avviato la procedura di procreazione medicalmente assistita in seguito ai ripetuti fallimenti di avere un secondo figlio. Il ciclo di cure ha portato alla fecondazione di due embrioni della madre da parte del liquido seminale del padre, a cui è stato diagnosticato il cancro poco dopo.

Piacenza, donna di trent’anni ubriaca alla guida investe due giovani di 20 e 22 anni fuori da una discoteca

Ormai, però, gli embrioni erano fecondati e sono stati “crioconservati” in attesa dell’impianto per il quale, però, era necessario il nulla osta del giudice.

Dopo la morte del marito, la battaglia legale della madre è iniziata. Forte di una decisione presa con il consorte prima che lui morisse, lei non si è arresa, malgrado l’articolo 5 della legge sulla procreazione assistita stabilisca che “possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi”.

Tania Rizzo, l’avvocato della donna, ha presentato ricorso al tribunale di Lecce aggrappandosi al principio di diritto alla maternità e al fatto che il processo di fecondazione era iniziato prima della diagnosi di tumore fatta al marito.

“Cani sì, bambini dipende”: il cartello shock in un’osteria di Verona

Dopo due mesi di udienze, il responso del giudice è arrivato: positivo. A firmare la sentenza è stata la giudice Maria Gabriella Perrone.

Tre sono i punti che hanno portato al buon esito del ricorso: “il diritto dell’embrione alla vita”, “l’impossibilità del partner di revocare il proprio consenso” e, infine “il diritto della donna a ottenere, sempre, il trasferimento degli embrioni crioconservati”.

Il bambino nascerà nel 2020 e sarà a tutti gli effetti figlio legittimo degli ex coniugi.

Reggio Emilia, scandalo affidi illeciti. Un analista intercettato a una delle vittime: “Dobbiamo fare il funerale di papà”

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Il report dell’Aifa sui vaccini: 16 eventi gravi ogni 100mila dosi somministrate
Cronaca / Imola, violenta la figlia 15enne e la mette incinta
Cronaca / 21 morti e 6.596 casi nell'ultimo giorno: tasso di positività al 3,05%
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Il report dell’Aifa sui vaccini: 16 eventi gravi ogni 100mila dosi somministrate
Cronaca / Imola, violenta la figlia 15enne e la mette incinta
Cronaca / 21 morti e 6.596 casi nell'ultimo giorno: tasso di positività al 3,05%
Cronaca / Stella di David all’ingresso del bar: la protesta di un gestore contro il Green Pass
Cronaca / Focolaio di Covid a un matrimonio, almeno 40 invitati positivi
Cronaca / Le lauree che fanno trovare subito lavoro (e guadagnare di più)
Cronaca / Alto Adige, chiuso l’hotel “no mask” a 4 stelle: “Ripetute violazioni delle norme anti-Covid”
Cronaca / Covid, il virologo Pregliasco: “Vacanze? Meglio starsene a casa”
Cronaca / Green pass, arriva il nuovo decreto: obbligatorio per i docenti e su navi, aerei e treni. Non per studenti e autobus
Cronaca / Anche in Germania si avvicina Green pass per ristoranti ed eventi