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Dpcm Natale, no del governo agli spostamenti fra regioni. Scuole chiuse un altro mese

Di Anna Ditta
Pubblicato il 27 Nov. 2020 alle 08:19
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Immagine di copertina
Tabellone dei treni Credits: ANSA

Il confronto iniziato ieri tra le forze di maggioranza, Regioni e amministratori locali in vista del Dpcm del 4 dicembre proseguirà oggi, ma il governo ha tracciato i primi punti fermi della strada che condurrà al Natale e alle feste. Dopo un’iniziale apertura, la linea è quella di vietare gli spostamenti tra Regioni, anche tra quelle in fascia gialla. “No al liberi tutti”, ha invocato il ministro della Salute Roberto Speranza, ma resterà la possibilità di tornare a casa e saranno previste deroghe per “casi di necessità”, ad esempio recarsi dai genitori anziani o da un nonno rimasto solo, anche in un luogo diverso dalla propria residenza/domicilio.

Il motivo per il quale i virologi ritengono necessario non abbassare assolutamente la guardia lo ha spiegato il Cts ai membri del governo. Se – questo secondo quanto riporta l’Agi – si allenta la stretta anche l’8 dicembre si rischia di avere la terza ondata del virus già a Natale. Da qui la raccomandazione a non allargare le maglie.

Non sarà invece imposto un numero massimo di persone alla tavola di Natale, come spiega un articolo pubblicato sul Corriere della Sera. Per quanto riguarda le scuole, gli studenti delle superiori torneranno a svolgere le lezioni in presenza soltanto dopo il 7 gennaio, come chiedono a gran voce i governatori, anche se la decisione ufficiale non è ancora arrivata.

Il sistema di monitoraggio resterà improntato alle 3 fasce di rischio, e già oggi, sulla base dei criteri del Dpcm del 3 novembre, Lombardia e Piemonte potranno chiedere di lasciare la zona rossa per quella arancione (anche se l’orientamento del governo è quello di lasciare la Lombardia e probabilmente le altre regioni considerate ad alto rischio ancora in zona rossa, scelta che irrita Fontana).

Nella giornata di oggi, inoltre, l’indice Rt nazionale potrebbe scendere a 1 e il premier Giuseppe Conte ritiene che “sarebbe un bel segnale” vedere che molte regioni rosse passano all’arancione o al giallo. “Il sistema delle zone sta funzionando, ma bisogna tenere duro”, ha dichiarato il presidente dell’Anci Antonio Decaro.

Dopo il 3 dicembre nelle zone gialle ci sarà comunque respiro per le attività commerciali, scaglionando le aperture e gli ingressi nei negozi per gli acquisti di Natale e prevedendo che possano restare aperti fino alle 21. Per i ristoranti, invece, l’impianto dell’ultimo provvedimento resterà immutato.

Anche l’orario del coprifuoco alla vigilia di Natale e di Capodanno non cambierà. “Seguire la messa, e lo dico da cattolico, due ore prima o far nascere Gesù bambino due ore prima, non è eresia. Eresia è non accorgersi dei malati”, ha detto il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia. Il premier sottolinea come gli italiani ancora una volta stiano rispettando le regole. “Stanno dando una grande prova di responsabilità. Gli italiani sono consapevoli che sarà un Natale diverso o ci esponiamo a una terza ondata a gennaio, con il rischio di un alto numero di decessi”.

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