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Cruciani difende Morelli dopo lo scontro con Michela Murgia: “Su di lui si è riversata l’ira funesta del boldrinismo italico”

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 26 Giu. 2020 alle 19:50 Aggiornato il 26 Giu. 2020 alle 22:41
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Immagine di copertina

“E dunque tocca difendere a spada tratta Raffaele Morelli, accusato dal tribunale del politicamente corretto femminista di sinistra di essere misogino, sessista, maschilista, odiatore delle donne e avanti così fino al rogo in piazza”. A commentare, infiammandolo ancora di più, il litigio tra Michela Murgia e Raffaele Morelli durante la diretta di Tg Zero di Radio Capital è il giornalista Giuseppe Cruciani, intervenuto in difesa dello psichiatra in un articolo su Libero Quotidiano.

“Su Morelli si è riversata l’ira funesta del boldrinismo italico, pronto a negare persino l’evidenza. Perché Morelli, a modo suo – scrive Cruciani – ha più o meno detto che per una donna essere desiderata da un uomo, essere guardata, rimirata, è cosa fondamentale, e se non accade la stessa se ne preoccupa, cerca di rimediare, va dall’estetista, si trucca, cerca un vestito più degno, ne parla ripetutamente con le amiche, magari si reca pure dal chirurgo o da un analista. Insomma, fa legittimamente di tutto per piacersi e piacere di più”. Morelli, intervistato dalla Murgia, stava sostenendo la tesi per cui le bambine devono giocare con le bambole per conservare la loro “radice femminile”, ed era incalzato dalla scrittrice che gli chiedeva spiegazioni su alcune frasi sessiste pronunciate nel corso di un’altra intervista (“la donna è la regina della forma, suscita il desiderio, guai se non fosse così” e “il femminile in una donna è la radice, può realizzarsi come vuole nella vita ma deve portare sempre con sé la femminilità”). “Dov’ è lo scandalo? Dov’ è la novità? – si domanda Cruciani – Il punto è che spesso la verità sbalordisce perbenisti e ipocriti, quelli che non guardano in faccia la realtà delle cose: per molte donne (e anche per un certo numero di maschietti, per carità) non essere corteggiate, inseguite, non risultare sexy, è un vero e proprio dramma”.

“Nella mia modesta esperienza – prosegue il conduttore de La Zanzara – conosco manager di grandi aziende che se durante la giornata non ripeti continuamente “che figa che sei” ti rompono i coglioni di brutto, giornaliste di grido impazzire per un culo magari eccessivamente rotondo, professioniste dal conto in banca milionario andare in depressione per mancanza di attenzioni sessuali maschili, o anche giovani ragazze che indossano monili, cavigliere, scarpe, con l’unico, esplicito obiettivo di sedurre”. “È tutto normale, ovvio, scontato, umano. Senza voler far torto a Morelli – conclude Cruciani – a me sembra che lo psichiatra in questione abbia persino affermato delle banalità che solo l’orgia di moralismo in cui siamo invischiati può etichettare come un attentato alla dignità della donna”.

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