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Home » Cronaca » Roma

“Quando esco dall’ospedale mi sposi?”, le ultime parole del sindaco eroe di Rocca di Papa

Immagine di copertina
Emanuele Crestini e la sua compagna

Sindaco Rocca di Papa fidanzata | Emanuele Crestini, sindaco di Rocca di Papa è morto venerdì 21 giugno. “È morto in nome dei suoi cittadini e dei suoi dipendenti” che ha provato a salvare dopo l’esplosione del palazzo comunale lo scorso 11 giugno.

Morire per la politica. Nel 2019 – L’editoriale di Giulio Gambino su TPI

Il sindaco di Rocca di Papa non si è distinto solo per il suo forte senso civico, ma ha commosso milioni di italiani anche per il suo gesto d’amore. Sul letto dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma, dove si trovava ricoverato da dieci giorni, ha chiesto la mano della sua fidanzata Veronica Cetroni.

“Appena arrivata, mi è passato davanti su una barella. Mi ha stretto la mano e mi ha chiesto: “Quando esco di qua, mi vuoi sposare?” e io, naturalmente, gli ho risposto “sì amore””. A riportare le ultime parole di Emanuele Crestini è proprio la compagna a cui il sindaco era legato da sette anni.

In un’intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero, la 28enne commercialista dei Castelli Romani ha dichiarato: “Emanuele aveva inalato troppo fumo tossico nei suoi polmoni perché invece di scappare via era risalito sopra ai piani più alti per dire a tutti di uscire e mettersi in salvo lui era fatto così, pensava sempre agli altri, buono e generoso. Sulla barella d’ospedale mi ha chiesto di sposarlo”.

“Come era premuroso con gli altri lo era anche con me”, racconta la fidanzata di Crestini.

E continua: “Adorava i motori e i rally, passione ereditata dal papà che era rimasto cieco quando lui era ancora piccolo. Ma poi passava la domenica a curare il grande orto nel terreno di casa, diceva che avrebbe voluto fare anche il contadino. Adorava le rose che coltivava con attenzione e ogni mattina, insieme con la colazione, me ne portava una”.

Ma le cose non sono andate come speravano Emanuele e Veronica. Il decesso di lui ha spezzato il loro sogno d’amore. “Una favola che resta nei cuori di chi lo ha amato. Ora però ci sarà l’autopsia, poi il funerale. Dovevamo festeggiare, invece…”, conclude con rammarico la compagna.

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