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Effetto coronavirus sul turismo, Fiavet Lazio a TPI: “È la crisi più grande degli ultimi decenni”

Di Anna Ditta
Pubblicato il 4 Mar. 2020 alle 13:18 Aggiornato il 4 Mar. 2020 alle 13:23
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Credit: Anna Ditta

Effetto coronavirus sul turismo, Fiavet Lazio a TPI: “È la crisi più grande degli ultimi decenni”

“Siamo in ginocchio, servono interventi immediati e a tutti i livelli: dall’amministrazione comunale a quella regionale, fino al governo, per ridurre i costi e consentire la cassa integrazione in deroga per i dipendenti”. A due giorni dalla protesta di agenzie di viaggi e operatori del turismo davanti il ministero per lo Sviluppo economico a Roma, la Federazione Italiana Associazioni Imprese di Viaggi e Turismo (Fiavet) continua a chiedere interventi urgenti per contrastare la crisi scoppiata dopo la diffusione del coronavirus in Italia. I dati di Confturismo-Confcommercio pubblicati oggi registrano un crollo di oltre 31 milioni di presenze di turisti italiani e stranieri nelle strutture ricettive in Italia stimando una perdita di quasi 7 miliardi di euro per il periodo 1 marzo -31 maggio. In concreto, per agenzie e tour operator, ci sono in ballo licenziamenti o, addirittura, la chiusura. TPI ne ha parlato con Stefano Corbari, consigliere regionale di Fiavet Lazio, che raggruppa circa 200 associati, e membro della Commissione incoming.

Quali sono state le conseguenze per le imprese del settore?

Nel Lazio, ma anche nelle altre regioni d’Italia con cui siamo in contatto, il peso è importante. Siamo a un rating di cancellazioni – sia per l’incoming sia per l’outgoing – dal 70 al 100 per cento a marzo. Per i mesi successivi siamo intorno al 50-60 per cento. Probabilmente è la crisi più grande che abbiamo avuto negli ultimi decenni, perché non è localizzata, come fu ad esempio dopo l’11 settembre.

Cosa pensate delle misure economiche messe in campo finora?

Per noi finora è come se non ci fossero state.

All’indomani del decreto però la Fiavet ha detto che le proposte delle agenzie erano state accolte.

La presidente vedeva in quel decreto un primo passo per arrivare ad affrontare la crisi del settore in modo più completo. Il problema è che il settore delle agenzie di viaggi non è mai stato molto considerato. Stavolta c’è stata attenzione nei nostri confronti, perché la crisi è tangibile e oggettiva, però ci aspettiamo molto di più. Rimandare le scadenze fiscali non ci aiuta perché non stiamo incassando niente. Questa è la verità. Serve la completa cancellazione, per un determinato periodo, di alcune tasse. Questo è quello che stiamo iniziando a chiedere come Fiavet Lazio ai tavoli cui stiamo partecipando.

Che risposta avete avuto?

Ieri siamo stati a un tavolo col Comune di Roma e poi a uno in Regione. A entrambi abbiamo chiesto di essere esonerati temporaneamente da alcuni costi fissi e dal pagamento di alcune imposte. Erano coscienti del problema e avevano dei dati alla mano, dicono che si attiveranno subito per venire incontro ad almeno alcune delle nostre richieste. Speriamo che sia così, saremo sicuramente attenti.

Al governo abbiamo chiesto invece una cassa integrazione in deroga. Molte agenzie sono piccole imprese con in media tre o quattro dipendenti, quindi non potrebbero chiedere la cassa integrazione, invece noi abbiamo chiesto che sia estesa. Anche perché temiamo che questa situazione possa protrarsi nel tempo. Un altro intervento necessario a più livelli è far partire una campagna di marketing che faccia capire che l’Italia è un paese sicuro. È fondamentale che le misure arrivino velocemente, siamo in una situazione molto critica.

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