Crac Popolare di Bari, arrestati Marco e Gianluca Jacobini, padre e figlio a capo della banca

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 31 Gen. 2020 alle 09:32 Aggiornato il 31 Gen. 2020 alle 10:01
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Marco Jacobini

Crac della Banca Popolare di Bari, arrestati Marco e Gianluca Jacobini

Arriva a un punto di svolta l’inchiesta sul crac della Banca Popolare di Bari: nella mattinata di oggi, venerdì 31 gennaio 2020, il gip del Tribunale di Bari ha disposto gli arresti di Marco e Gianluca Jacobini, padre e figlio, il primo ex presidente del Cda e amministratore della banca e il secondo vicedirettore generale dell’istituto barese.

Le accuse, nei loro confronti, sono a vario titolo di falso in bilancio, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza per le false comunicazioni inviate alla Consob e alla Banca d’Italia. Ma non è l’unica misura notificata oggi dalla Guardia di finanza di Bari: il Tribunale, infatti, ha emesso in totale tre ordinanze di custodia cautelare e una misura interdittiva. Il terzo arrestato è Elia Circelli, ex responsabile della Funzione bilancio e amministrazione della Direzione operations.

L’interdizione ad esercitare per 12 mesi l’attività di dirigente di istituti bancari e di uffici direttivi di imprese è stata disposta invece per l’ex amministratore delegato della Banca Popolare di Bari Vincenzo De Bustis Figarola. Il ruolo di De Bustis è stato di direttore generale della Banca Popolare di Bari dal 2011 al 2015 e poi dal dicembre 2018 fino al crac da 2 miliardi di euro e al commissariamento. Nei suoi confronti le accuse sono di falso in bilancio e di falso in prospetto.

I quattro sono indagati – insieme ad altre sei persone – per 13 episodi di falso in bilancio commessi tra il 2014 e il 2018, un episodio di falso in prospetto relativo alla vendita delle azioni, sei di ostacolo alla vigilanza, maltrattamenti ed estorsioni nei confronti di Luca Sabetta, ex chief risk officer che con le sue dichiarazioni ha fatto partire l’inchiesta. I reati contestati sarebbero stati la causa del dissesto dei conti bancari, peggiorati con l’acquisizione di Banca Tercas autorizzata nel luglio 2014 con una sorta di “permesso speciale” da Bankitalia, considerando che Tercas era sotto commissariamento.

Le dichiarazioni del testimone chiave

Le posizioni di Marco e Gianluca Jacobini si sono aggravate in seguito alle dichiarazioni di alcuni testimoni chiave. Non solo Luca Sabetta, l’ex chief risk officer che è riuscito a registrare di nascosto i suoi incontri con De Bustis. Ma anche Benedetto Maggi, ex vice responsabile della Direzione crediti, che ha accusato i due Jacobini di continuare a prendere decisioni importanti per la banca pur avendo perso ogni carica ufficiale, dopo il commissariamento.

È stato grazie alle loro dichiarazioni, ad esempio, che gli inquirenti hanno ricostruito come Marco e Gianluca Jacobini siano riusciti (tra il 12 e il 13 dicembre 2019, a poche ore dal commissariamento) a spostare i loro 5,6 milioni di euro di deposito dalla Popolare di Bari alla Popolare pugliese, attraverso un conto di passaggio della Banca Sella. Proprio mentre tutti i piccoli azionisti della banca perdevano quasi tutto il loro patrimonio a causa del crollo del prezzo delle azioni.

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