Popolare di Bari, l’inferno di una risparmiatrice: “Ho perso mezzo milione, avvertii Conte 8 mesi fa ma non mi diede ascolto”

"Non ho più nulla, hanno dilapidato tutti i miei risparmi": la disperazione di Giovanna, una dei 70mila clienti che pagheranno le conseguenze del crac della più grande Popolare del sud Italia

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 18 Dic. 2019 alle 17:25 Aggiornato il 19 Dic. 2019 alle 15:24
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Immagine di copertina
Giovanna Scialdone, risparmiatrice della Banca Popolare di Bari

Popolare di Bari, l’inferno della prof correntista: “Ho perso mezzo milione”

“Sono stata fregata, tradita, derubata dei miei risparmi. Ho perso quasi mezzo milione di euro. E da due anni avevo capito che la Banca Popolare di Bari stava affondando: nessuno mi ha ascoltata”. Parole forti e offese quelle di Giovanna Scialdone, vedova di 60 anni, professoressa di Vitulazio in provincia di Caserta, una dei 70mila risparmiatori che pagheranno le conseguenze del crac della più grande Popolare del sud Italia.

Popolare di Bari, risparmi di una vita andati in fumo

Giovanna da due giorni si è incatenata fuori dalla Procura di Bari, in forma stabile per chiedere giustizia e per sapere esattamente dove sono andati a finire i suoi soldi. Passerà anche la notte fuori finché non sarà ricevuta dal procuratore Roberto Rossi. La professoressa si lamenta per aver perso i suoi risparmi messi da dicembre 2014 nella Popolare di Bari: 440 mila euro, 300 mila in azioni e 140 mila in obbligazioni.

Ma della maggior parte di azioni Giovanna non era consapevole: “Mai saputo di avere tutte ‘ste azioni! Sapevo di aver firmato per 60mila euro in azioni. Per il resto, tutto è successo a mia insaputa: il direttore della filiale ha avuto gioco facile con me che sono finanziariamente analfabeta. Così ho perso tutta la liquidazione di mio marito, ex dirigente dell’Asl, morto troppo giovane, più l’eredità di alcuni parenti, perché azioni e obbligazioni oggi sono invendibili”.

“Ho perso tutto: in questi risparmi c’erano lacrime e sangue. C’erano i sacrifici di mio marito morto, non si può scherzare su certi aspetti”, aggiunge con la voce tremante Giovanna.

La professoressa aveva dato piana fiducia ai direttori della Popolare e aveva affidato nelle loro mani tutti i soldi in eredità del marito. Firmava senza neanche leggere. Come lei migliaia di persone.

“Due anni fa – sottolinea Giovanna – si è scoperchiato il sepolcro: mi sono accorta che c’era qualcosa che non andava. Ho seguito tutto l’iter delle Popolari Venete e stavo vedendo che per Banca Popolare stava succedendo la stessa cosa. Gli squali della finanza non hanno avuto alcun rispetto: ora i miei soldi sono carta straccia“.

“Avvertii Conte: non ha fatto niente”

Giovanna le ha provate tutte in questi due anni, ha fondato insieme a Giovanna Mazzoni e Milena Zaggiag il Movimento Risparmiatori traditi e ha anche parlato con i vertici del governo: “L’8 aprile 2019 ho avuto un incontro con il premier Giuseppe Conte, mi ha ricevuto. Ho seguito il Mef, sono andata a palazzo Chigi. Ho provato a scuotere il governo sull’enorme crisi che stava colpendo la Popolare di Bari. Tutto inutile”.

Qualcuno ha sentito le istanze di Giovanna “Devo dire la verità su una cosa: nel passato governo il sottosegretario all’Economia del Movimento Cinque Stelle Alessio Villarosa era sempre un interlocutore pronto ad ascoltare i nostri bisogni“, ma nessuna azione è stata portata avanti per fermare in tempo lo sfacelo della Banca di Bari.

La politica sembrava andare in un’altra direzione: “Cercavo di attenzionare su ciò che stava succedendo e sul diritto di recesso – continua la correntista – Dopo cinque giorni invece Conte apre alle altre Popolari del Sud con il decreto Salva banche”, dice la professoressa.

“Questo è solo l’inizio”: il rischio crac delle altre Banche Popolari in Italia

Fuori dalla procura di Bari sventola lo striscione “i bancari non devono pagare le colpe dei banchieri”. I risparmiatori sono delusi e indignati e non molleranno facilmente la presa. Giovanna chiede di incontrare anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per sollecitarlo a impegnarsi a tutela dei 70 mila soci della banca.

“Quei 440 mila euro li ho persi per sempre. Adesso ho messo i pochi soldi che mi rimangono in Banca San Paolo, sperando di non essere fregata anche lì”, spiega la prof.

Poi mette in guardia: “Stesso copione, stessa strategia di tutte le Popolari che già sono fallite. Potrebbe risuccedere di nuovo”. Secondo lei, “il governo deve farla finita con le Popolari, serve un decreto per mettere al sicuro i clienti, che al momento sono tutto fuorché tutelati”.

Giovanna è distrutta. Sono giorni che non si ferma, che vive fuori dalla procura di Bari, che cerca di fare rete con gli altri risparmiatori. Una domanda non la fa dormire: “Che futuro posso dare ai miei tre figli ora che non abbiamo più soldi?”.

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