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Mes, Camera e Senato approvano la risoluzione di maggioranza

Si sono appena concluse a Palazzo Madama le operazioni di voto sulla risoluzione della maggioranza sul Mes

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 11 Dic. 2019 alle 19:48 Aggiornato il 11 Dic. 2019 alle 20:08
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Voto Senato e Camera sul Mes

Sul Mes, arriva il via libera alla risoluzione della maggioranza sulle modifiche, sulla quale Pd e M5s hanno trovato l’accordo nella notte, votata sia alla Camera che al Senato.

Il documento è passato nell’aula di Montecitorio con con 291 sì e 222 no; mentre al Senato, dove i numeri erano in bilico anche per via del voto contrario di quattro dissidenti del M5s, ha ottenuto 164 sì e 122 no.

La giornata politica dell’11 dicembre è stata contraddistinta ancora una volta dalla discussione sul Mes, la cui risoluzione di maggioranza è stata presentata dal premier Conte prima alla Camera e successivamente al Senato.

Il testo è stato approvato a Montecitorio con 291 voti a favore e 222 contrari.

Tuttavia, a preoccupare la maggioranza erano i numeri di Palazzo Madama, già piuttosto risicati, messi in discussione soprattutto dopo l’indiscrezione, circolata nel pomeriggio di mercoledì 11 dicembre, di diversi senatori del M5S pronti a votare No alla risoluzione o addirittura in procinto di passare alla Lega.

Cosa prevede la risoluzione di maggioranza sul Mes

Pd e Movimento 5 Stelle hanno trovato l’accordo sulla risoluzione per la riforma del Mes, il Fondo salva-Stati, nella notte tra martedì 10 e mercoledì 11 dicembre 2019. L’intesa prevede che si chieda al governo di “mantenere la logica di pacchetto (Mes, Bicc, Unione bancaria) alla quale accompagnare ogni tappa mirata ad assicurare l’equilibrio complessivo dei diversi elementi al centro del processo di riforma dell’Unione” economica e monetaria, approfondendo i punti critici”.

Ma anche di “escludere interventi di carattere restrittivo sulla detenzione di titoli sovrani da parte di banche e istituti finanziari e comunque la ponderazione dei rischi dei titoli di stato attraverso la revisione del loro trattamento prudenziale”, oltre a “escludere qualsiasi meccanismo che implichi una ristrutturazione automatica del debito pubblico”.

L’esecutivo, dunque, si impegna a “proporre l’introduzione dello schema di assicurazione comune dei depositi (Edis), di un titolo obbligazionario europeo sicuro e di una maggiore ponderazione di rischio delle attività di livello 2 e livello 3, che sia legata al loro grado di concentrazione sul totale degli attivi del singolo istituto di credito”.

Secondo quanto riferito dal M5S, il prossimo dibattito parlamentare sul Mes si terrà a gennaio, prima dell’Eurogruppo previsto nel 2020.

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