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Mes, Borghi (Lega) a TPI: “Gualtieri è un poverino, voleva che firmassimo a scatola chiusa”

Il leghista risponde al ministro dell'Economia, che aveva accusato lui e Matteo Salvini di una "campagna terroristica" sul Meccanismo europeo di stabilità

Di Anna Ditta
Pubblicato il 9 Dic. 2019 alle 16:34 Aggiornato il 9 Dic. 2019 alle 16:37
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Immagine di copertina
Claudio Borghi. Credit: ANSA/ANGELO CARCONI

Mes, Borghi (Lega) a TPI: “Gualtieri è un poverino, voleva che firmassimo a scatola chiusa”

Il presidente della commissione Bilancio della Camera ed economista della Lega, Claudio Borghi, risponde al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri sulla questione del Mes (Meccanismo europeo di stabilità). Gualtieri aveva di dichiarato che: “Quella sul Mes è una discussione che ci sarebbe stata comunque, a prescindere da questo dibattito sopra le righe, ma è avvenuta in un contesto in cui la Lega, Salvini e Borghi con cinismo hanno iniziato a fare una campagna terroristica per spaventare le persone”. Ma Borghi la pensa diversamente: “Da perfetto euroburocrate, il ministro avrebbe voluto che si seguisse il corso naturale degli eventi, cioè che non si sapesse niente, che si firmasse a scatola chiusa”, dice Borghi a TPI che lo ha contattato telefonicamente.

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Presidente Borghi, il ministro Gualtieri ha accusato lei e Matteo Salvini di “campagna terroristica” sul Mes. Lei cosa risponde?

Gualtieri è un poverino, non si capisce perché evidenziare le criticità sul Mes dovrebbe essere una campagna terroristica. Peraltro queste criticità sono state originate da audizioni in parlamento. Da perfetto euroburocrate, il ministro avrebbe voluto che si seguisse il corso naturale degli eventi, cioè che non si sapesse niente, che si firmasse a scatola chiusa.

Ciò che lui chiama terrorismo è semplicemente informazione o democrazia, che ci faccia l’abitudine. Ha deciso di lasciare il mondo dell’euroburocrazia a Bruxelles, dove si trovava così bene, ma qui c’è democrazia.

Ma quando la Lega era al governo la sua commissione approvò un parere in cui si parlava anche dell’istituzione del Mes.

Assolutamente no. Né in una commissione né in Aula c’è mai stata una trattazione specifica della questione del Mes. La mia commissione ha espresso un parere favorevole relativo a tutta la relazione del semestre europeo. Al Mes e alle altre questioni problematiche erano dedicate tre righe, infatti la condizione approvata dalla commissione era quella di non votare niente o votare contrario.

Sull’argomento la Lega sta facendo una campagna e ha già raccolto 400mila firme. Pensa che gli italiani abbiano capito la questione, che è molto tecnica?

Non bisogna sottovalutare gli italiani. Sanno che, se ci sono questioni da cui dipendono parti importanti della loro vita, devono essere informati dei dettagli. Finora è esattamente il contrario di ciò che è avvenuto per tutte le questioni veramente importanti: si fanno grandi dibattiti per centesimi e mini spostamenti di aliquote, mentre questo non è accaduto per ciò che riguarda il bail-in, il fiscal compact e il Mes stesso quando è stato istituito.

Si è sempre preferito trattare delle grandi questioni nell’ombra. Tanti anni fa mi scandalizzai quando, mentre si approvavano il Mes, il fiscal compact e altre riforme che poi avrebbero incenerito buona parte delle nostre possibilità di riscossa economica, sui giornali si leggevano solo le intercettazioni su Ruby. C’è sempre stato un meccanismo assolutamente scientifico di occultamento della verità e del dibattito sulle questioni importanti, per dedicarsi al gossip o alle piccole cose. Da quest’anno però la storia è cambiata.

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Perché?

Per la forte rappresentanza parlamentare della Lega, che su tali questioni ha sempre fatto una battaglia. Questo consente di far emergere il dibattito.

Salvini ha smentito l’intenzione sua e della Lega di uscire dall’euro. Vuole aggiungere qualche commento su questo?

In quella trasmissione dissi solo che qualsiasi argomento dovrebbe poter essere discusso. Un’affermazione di una banalità sconvolgente. Non si capisce perché questo sia diventato equivalente a dire: “vogliamo uscire dall’euro domani”. Purtroppo è solo ed esclusivamente una manipolazione mediatica.

Nulla di vero quindi?

Nulla di vero. Basta guardare quel video. Il problema però è che la gente i video non li guarda e fa i titoli con le parole messe in bocca alle persone.

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