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Salvini dice che la Lega non vuole uscire dall’euro. Ma nel programma 2018 del Carroccio c’era scritto il contrario

Di Charlotte Matteini
Pubblicato il 14 Ott. 2019 alle 16:55 Aggiornato il 15 Ott. 2019 alle 12:20
Immagine di copertina
Il leader della Lega Matteo Salvini. Credit: ANSA/GIUSEPPE LAMI

Attenzione: Matteo Salvini non vuole uscire dall’Unione europea e dall’Euro. La svolta europeista della Lega è stata annunciata in una recente intervista concessa dal leader del partito al quotidiano Il Foglio. Rispondendo a una domanda, Salvini ha dichiarato: “Lo dico una volta per tutte, e poi spero che nessuno, dentro e fuori il mio partito, sollevi di nuovo questo tema. La Lega non ha in testa l’uscita dell’Italia dall’Euro o dall’Unione europea”. E poi, ancora: “Lo dico ancora meglio: l’euro è irreversibile“.

Le dichiarazioni assolutamente stanno scatenando un acceso dibattito sui social network, in particolare su Twitter, perché la nuova Lega “europeista” non assomiglia per niente alla creatura di Matteo Salvini che abbiamo conosciuto finora.

Davvero il leader del Carroccio non ha mai avuto alcuna intenzione di spingere per un’uscita dell’Italia dall’Euro? Davvero pensa che l’unione monetaria europea sia irreversibile? Forse ha iniziato a pensarlo adesso, fatto sta che queste recentissime dichiarazioni cozzano non poco con una serie di fatti difficilmente smentibili e difficilmente trascurabili. 

Nel programma elettorale presentato a ridosso delle politiche del 2018 dalla Lega di Matteo Salvini a pagina 9 si legge: “L’euro è la principale causa del nostro declino economico, una moneta disegnata su misura per Germania e multinazionali e contraria alla necessità dell’Italia e della piccola impresa. Abbiamo sempre cercato partner in Europa per avviare un percorso condiviso di uscita concordata. Continueremo a farlo e, nel frattempo, faremo ogni cosa per essere preparati e in sicurezza in modo da gestire da un punto di forza le nostre autonome richieste per un recupero di sovranità”.

Un passaggio netto, non c’è che dire, che descrive chiaramente le intenzioni del Carroccio rispetto all’uscita dall’Euro.

Per molti anni, almeno dal lontano 2013, la Lega a trazione salviniana ha a più riprese promosso l’uscita dall’Unione europea e dall’Euro. Nel novembre del 2013, per esempio, Salvini organizzò a Milano una manifestazione  dal nome assolutamente chiaro e cristallino: “No euro day”. “Sabato prossimo, in tutta la Lombardia, sarà No euro day. La giornata, promossa dall’europarlamentare della Lega Nord, Matteo Salvini, vedrà come evento centrale un convegno presso l’Hotel dei Cavalieri di Milano a cui parteciperanno gli economisti Claudio Borghi Aquilini, Alberto Bagnai e Antonio Rinaldi”, si leggeva nel comunicato diramato a ridosso della manifestazione.

E poi, ancora: ”La Lega Nord, grazie all’intuizione di Umberto Bossi, è contro l’Euro-mostro dal 1998 – ricorda  Salvini  – e se all’inizio ci hanno trattato come gli scemi del villaggio, oggi che il disastro sociale è sotto gli occhi di tutti, la nostra battaglia per la sovranità economica è la battaglia di tutti. A questo proposito ringrazio i professori Bagnai, Borghi Aquilini e Rinaldi per aver accettato l’invito e spero che molti altri economisti si sentano in dovere di raccontare una volta per tutte la verità sulla moneta unica. E per i complici consapevoli o inconsapevoli, di questa incredibile euro-truffa sarà il popolo a sentenziare la condanna e a chiedere l’esilio”.

Un comunicato duro e netto, che non lascia spazio a fraintendimenti. Non solo: Borghi, Bagnai e Rinaldi, gli economisti incensati nel comunicato e per molti anni invitati a numerose iniziative no-euro organizzate dalla Lega, non sono proprio dei personaggi qualunque, ma sono da svariati anni i più famosi esponenti della corrente italiana dei no-euro, professori universitari che hanno trovato la fama qualche anno fa proprio andando a propagandare ovunque l’uscita dell’Italia dall’Euro.

Che cosa fanno adesso Borghi, Bagnai e Rinaldi? Borghi e Bagnai sono stati eletti parlamentari nel 2018, Rinaldi europarlamentare da maggio 2019. Per quale partito? Proprio la Lega di Matteo Salvini. Come si concilino tutti questi elementi con le odierne dichiarazioni del leader del Carroccio non è dato saperlo.