Garlasco, le Cappa chiedono di leggere gli atti dell’inchiesta su Sempio
Istanza presentata dalle gemelle Paola e Stefania e da loro madre Maria Rosa Poggi. Si valutano gli estremi per denunciare eventuali calunnie o per costituirsi parte civile nell'eventuale nuovo processo
La famiglia Cappa ha chiesto l’accesso agli atti della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. L’istanza è stata presentata dalle gemelle Paola e Stefania e da loro madre Maria Rosa Poggi, rispettivamente cugine e zia della vittima, Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007, quando aveva 26 anni.
L’iniziativa, spiega l’avvocato Antonio Marino, che rappresenta le Cappa, è “un’operazione per ristabilire la verità ed è in perfetta linea di coerenza con la batteria di denunce, a spanne più di una cinquantina, sul tavolo della Procura di Milano”.
Dalle parole del legale sembra che la famiglia voglia valutare se sussistano gli estremi per presentare una denuncia per calunnia ai propri danni. Ma alcune testate locali riportano che le Cappa potrebbero anche considerare di costituirsi parte civile nell’eventuale processo ad Andrea Sempio.
Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, è l’unico indagato nel nuovo filone d’inchiesta sull’omicidio aperto lo scorso anno dalla Procura di Pavia. Nelle scorse settimane i magistrati hanno sentito come persone informate sui fatti lo stesso fratello, Marco Poggi, e le gemelle Cappa (nessuno dei tre è mai stato indagato).
Sempio, anche lui convocato dagli inquirenti, ha scelto di non rispondere alle loro domande, non essendo in possesso delle carte in cui lo si accusa. Il 7 maggio scorso la Procura ha reso noto di aver chiuso le indagini.
Qualora si aprisse un nuovo processo, dovrebbe partire la richiesta di revisione per la condanna definitiva comminata nel 2015 ad Alberto Stasi, fidanzato della vittima, che da undici anni è in carcere.
Intanto, domani, 22 maggil, gli avvocati di Sempio dovrebbero depositare le perizie disposte a tutela del loro assistito: consulenza personologica, antropometrica e Bpa (un’analisi delle tracce di sangue sulla scena del crimine). Insieme alle relazioni, i legali presenteranno una memoria.