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I carabinieri cercano la testa di Pamela Genini nei terreni di Francesco Dolci: “Operazione complessa”

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L'uomo, indagato per il reato di vilipendio, si è sempre dichiarato estraneo ai fatti

Potrebbero essere arrivate a una svolta le indagini sulla profanazione della tomba di Pamela Genini, la modella di 29 anni uccisa dal compagno lo scorso ottobre: i carabinieri, infatti, sono alla ricerca della testa della ragazza in alcune aree rurali di proprietà della famiglia di Francesco Dolci, l’ex compagno della modella attualmente indagato per il reato di vilipendio. A supportare gli agenti, due cani molecolari addestrati per cercare resti umani in superfici complesse. L’operazione, che durerà giorni, è “finalizzata alla ricerca della parte della salma ad oggi non rinvenuta e interesserà alcune aree rurali preventivamente individuate sulla base delle risultanze investigative sinora acquisite”. La ricerca è considerata “particolarmente complessa per estensione territoriale e caratteristiche dei luoghi da ispezionare”.

La modella 29enne è stata uccisa nella sua abitazione, situata nel quartiere Gorla, alla periferia nord di Milano, dal compagno Gianluca Soncin, 52 anni, lo scorso 14 ottobre 2025, in seguito a una violenta lite. Ad assistere alla scena alcuni vicini di casa della coppia, che hanno visto l’uomo colpire la vittima con diversi fendenti sul terrazzino di casa. “L’ammazza, l’ammazza” hanno gridato i vicini al momento dell’aggressione mentre una condomina ha raccontato al Corriere della Sera: “Abbiamo sentito, fortissime, le sue urla. Gridava ‘aiuto, aiuto’”. Il femminicidio si è consumato mentre la polizia era già alla porta di casa. La 29enne, infatti, era riuscita ad avvertire il suo ex fidanzato, il quale, a sua volta, aveva allertato le forze dell’ordine. Nel marzo scorso, invece, la scoperta shock quando, presso il cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo, durante il trasferimento del feretro dal loculo alla cappella di famiglia, è stato scoperto che il cadavere della giovane era stato decapitato.

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