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Covid, Miozzo (Cts): “A Natale facciamo un tampone rapido prima di andare a trovare gli anziani”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 20 Nov. 2020 alle 17:35
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Covid, Miozzo (Cts): “A Natale tampone rapido prima di andare dagli anziani”

“Sarebbe utile, prima di andare dai familiari più anziani durante le feste di Natale, eseguire il giorno prima un tampone rapido”: mentre il Governo non ha ancora preso decisioni definitive sulle misure di contrasto al Covid-19 durante le festività, in un’intervista concessa a Il Messaggero il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, ha detto la sua opinione su quello che ognuno di noi dovrebbe fare per garantire la sicurezza delle persone più grandi. In questi giorni tutti, dal premier Giuseppe Conte al ministro della Salute Roberto Speranza, stanno invitando i cittadini alla prudenza. L’obiettivo dell’esecutivo è mettere a punto un piano che permetta alcuni allentamenti delle regole durante il Natale, ma senza rischiare un nuovo boom di contagi. Con lo stesso scopo, Miozzo ha suggerito il ricorso ai tamponi rapidi per chiunque voglia andare a trovare gli anziani durante le feste.

“Serviranno la massima prudenza e cautela – ha continuato il coordinatore del Comitato tecnico scientifico – soprattutto per andare a trovare i più fragili. Ma sia chiaro: anche dopo il tampone negativo servono delle precauzioni”. Nell’intervista, Miozzo ha detto che “sarà un Natale anomalo, in tutti i sensi. A tutti noi piacerebbe poter tornare alla vita di prima, ma ancora non è possibile e dobbiamo esserne consapevoli”. Il membro del Cts si è espresso anche sull’opportunità di consentire nuovamente gli spostamenti tra Regioni diverse: “Una decisione in questo senso – ha dichiarato – potrà essere presa solo più avanti, quando avremo chiara la tendenza dei contagi”.

Miozzo si è sbilanciato anche sui possibili contenuti del nuovo Dpcm, che il 3 dicembre andrà a sostituire quello attualmente in vigore: “Possiamo riaprire i bar e i ristoranti, ma allo stesso tempo applicare con molto più rigore le regole. Solo così possiamo convivere, fino a marzo, con questo virus. Voglio dire: da una parte, dopo il 3 dicembre, sarà utile offrire la possibilità, nel Paese, di fare ripartire alcune attività economiche; dall’altra non si dovranno tollerare più immagini della folla al supermercato per acquistare un paio di scarpe. Bisogna spiegare con chiarezza che per convivere con il virus, in maniera compatibile con le esigenze del mercato del lavoro e dell’economia, devi assolutamente darti delle regole, fa presente, ci vuole rigore, ma anche la possibilità di tornare a vivere. La sintetizzerei così: aperture ma con rigore”.

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