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L’insopportabile pentimento degli orfani della movida che ora accusano i locali di averli esposti al contagio

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Covid: le lacrime di coccodrillo dei “pentiti del Billionaire” orfani della movida

Adesso, direbbe Walter Siti, è il momento del contagio. E la cosa più insopportabile sono “i pentiti del Billionaire” che sembrano la parodia dei pentiti di mafia e di terrorismo, perché quelli si separano con l’abiura dal dramma, mentre questi si separano con l’abiura dalla farsa. Fanno ridere, dunque, le lacrime coccodrillesche degli orfani della movida che – adesso – accusano i locali della Costa Smeralda di averli esposti al rischio, dopo aver fatto bisboccia spensierati. Se sei stato a ballare, o se hai delibato bevendo con altri dieci dalla stessa bottiglia (come ha raccontato un dipendente della discoteca ad Alessio Schiesari, di In Onda) la colpa è tua e solo tua.

Al massimo può esserci un corresponsabile: ma se eri nei locali della “movida armata” e hai sballato eri maggiorenne, vaccinato, e sapevi a cosa andavo incontro. E così ci sono tremila clienti del Billionaire in giro per l’Italia da rintracciare, il primo focolaio ad alto reddito di questa epidemia. Quasi tutti sono giovani, quasi tutti (come abbiamo raccontato) a mobilità elevata, moltissimi sono vip che adesso ci bombardano con i loro selfies addolorati e dolenti. Avrebbero dovuto essere tutti (teoricamente) tracciati al loro ingresso nel locale più noto della Costa Smeralda (come degli altri) sono tutti già tornati nei loro comuni di residenza, e ora sono un rischio per chi li incontra, senza sapere cosa hanno fatto.

Un lavoro improbo, cercarli e tamponarli, per le Asl di riferimento, soprattutto se nel corso della ricerca si si scopre che molti di loro hanno dato un numero di telefono falso. Siccome in Italia il dramma e la farsa vanno sempre a braccetto, ha preso corpo sui media, ed è finita in poche ore, anche la leggenda metropolitana della non-positività di Briatore, e il tema più dibattuto in Italia, l’ormai nota vicenda della “prostatite”, furoreggia sui social da 72 ore. Se Briatore ha rinunciato alla sua privacy, e al mito che fino a ieri gli era più caro (quello dongiovannistico, dell’infaticabile latin lover), un motivo c’è: questo gli ha permesso di negare fino all’ultimo (agli altri e a se stesso) la positività e il virus.

Adesso, dopo il comunicato del San Raffaele, non ci sono più dubbi. E intanto chiude anche il suo locale di Montecarlo, finisce sotto terapia intensiva il suo barman di Porto Cervo, sono positivi sessanta lavoratori dell’indotto Billionaire e un altro responsabile di un locale della zona (il Sottovento). Mai come oggi il focolaio Billionaire, con intorno gli altri locali più prestigiosi della Costa Smeralda, segna la differenza fra ricchi e poveri nell’ultima fase della pandemia, quella che stiamo vivendo, conta anche dove vieni curato, e come, e se puoi arrivare in quella struttura, e come: dalla lotta di classe siamo passati alla lotta di cluster. Nessuna ingiuria per i “pentiti del Billionaire”. Ma neanche nessuna lacrima, per loro.

Leggi anche: 1. Facciamo gli auguri a Briatore, ma chi nega il virus abbassa le difese / 2. Anche dopo il caso Briatore, al Twiga di Daniela Santanchè si balla ancora assembrati e senza mascherine. C’è pure Nek che canta per la folla / 3. “Tachipirina e bottiglia gelata sulla fronte”. La ragazza che elude i controlli in Sardegna e sale sul traghetto con la febbre / 4. Tutto quello che non torna nella vicenda Covid-Briatore (e del suo ricovero al San Raffaele)

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