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“Milano fa paura, chiudiamo qualcosa subito prima che sia tardi”: l’allarme del direttore dell’ospedale Sacco

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 19 Ott. 2020 alle 19:16
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Covid, il direttore del Sacco: “Milano fa paura, chiudiamo ora prima che sia tardi”

“Milano fa paura, meglio chiudere qualcosa subito prima che sia troppo tardi”: a lanciare l’allarme per l’aumento dei casi Covid nel capoluogo lombardo è Pietro Olivieri, direttore dell’ospedale Sacco, il quale nel corso del programma Tagadà, in onda su La7, ha rivelato di essere seriamente preoccupato per l’aumento esponenziale dei casi registrato nella città meneghina negli ultimi 10 giorni. “Al momento abbiamo 200 pazienti positivi al Covid – rivela Olivieri – la situazione non è bella”. Il medico, infatti, sottolinea che in poco meno di due settimane nel nosocomio milanese sono stati esauriti “75 posti di malattie infettive”, motivo per cui sono stati occupati altri posti in pneumologia, mentre “altri reparti di area medica” sono stati trasformati per accogliere pazienti contagiati dal Coronavirus.

Pietro Olivieri sottolinea che al momento non “abbiamo la gravità che abbiamo riscontrato nella prima fase”, anche se “continuiamo a intubare persone”. Il direttore del Sacco, infatti, rivela che, per quando riguarda i ricoveri in terapia intensiva “ci stiamo avvicinando a un livello di guardia con 110-120 posti occupati”. Ma, aldilà dei numeri, quello preoccupa il medico “è il fatto che questa volta sia colpita Milano”. Olivieri, infatti, ricorda che “nella prima ondata Milano è stata colpita solo di striscio, mentre ora Milano, Monza, Varese sono l’epicentro dell’epidemia. Parliamo di un bacino di utenza di 1,5 milioni di abitanti, incrementati da tutti quelli che arrivano al mattino per lavorare. Ed è questo che fa paura”.

Una situazione dunque esplosiva che potrebbe degenerare nelle prossime settimane. Difficilmente le nuove norme anti-Covid inserite nell’ultimo Dpcm potranno far invertire la tendenza secondo il direttore del Sacco. “Bisognerebbe stringere un po’ la cinghia e stringere il movimento delle persone. Chiudiamo un po’ di più qualcosa a Milano ora, senza fare una chiusura totale, prima che sia troppo tardi”. Per far capire la gravità della situazione, Olivieri rivela anche che all’interno del suo ospedale iniziano ad aumentare i positivi tra i medici e gli infermieri, i quali, però, non si contagiano nei reparti, ma fuori dal nosocomio. “Il fatto che più colleghi cominciano a mancare perché sono positivi non fa altro che peggiorare la condizione psicologica di tutti”.

Covid: anche oggi la Lombardia è la regione con più casi

A conferma delle parole del direttore dell’ospedale Sacco di Milano vi sono gli ultimi dati emersi dal bollettino della Protezione Civile i quali evidenziano che, anche oggi, è la Lombardia che registra il maggior incremento di nuovi casi con 1.687 contagi e con una percentuale rispetto ai positivi pari all’11,5%. Dei 1.687 nuovi casi, 814 sono stati registrati nel milanese, di cui 436 nel capoluogo. Nelle altre province lombarde, il numero maggiore si registra a Monza e Brianza con 265 e a Varese con 206.

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